Il calcio italiano potrebbe subire un profondo cambiamento, una vera e propria rivoluzione almeno dalla serie B a scendere, tutto questo per rispondere, in un certo senso, alla pandemia che ha creato una crisi in tutta Italia e che ha investito anche il sistema calcio. Secondo quanto raccolto e divulgato da SportItalia, sembra che si stia pensando ad una riduzione delle squadre professionistiche, passando dalle attuali 100, tra serie A e serie C, a 60. Insomma, sembra che la proposta di Caiata, presidente del Potenza, sia piaciuta e ne discute.
Ma procediamo per gradi. La serie A non dovrebbe subire cambiamenti, quindi resta il format di 20 squadre per il massimo campionato. Diversamente il caso della serie cadetta e della serie C, si pensa di aggiungere una seconda serie B. In pratica, un format che vedrebbe un giorne da 20 squadre, nei quali andrebbero le squadre attuali e un altro con le capoliste della serie C, Monza, Reggina e Vicenza, più altre selezionate secondo criteri da definire. I vantaggi? Quello di percepire le mutualità sia della serie B e sia della serie C.
La situazione della terza serie è quella da vedere, perchè resteranno 40 società dell’attuale serie C, più altre 20 di serie D, tra cui le vincitrici dei nove gironi, più undici (tra queste probabilmente tutte le seconde classificate, ndr) da individuare. Proprio tra le seconde c’è il Savoia, che vedrebbe spalancarsi le porte della serie C. La società cara al presidente Alfonso Mazzamauro non ha mai nascosto l’ambizione di raggiungere il professionismo e potrebbe esser questa la chance giusta. Il condizionale è d’obbligo, ma non è legato a questioni di ripescaggi, diversamente, la rinnovata serie C sarà di fatto un campionato semiprofessionistico, una sorta di serie D Elite e le società partecipanti non saranno a scopo di lucro, restando quindi nella sfera del dilettantismo.




