Savoia. Il giorno dopo il successo nel derby con la Cavese

Il successo nel derby contro la Cavese è ancora impresso nella mente di ogni tifoso, ma per i calciatori oplontini già tempo di dedicarsi agli allenamenti. Intanto proviamo a fare un analisi sul match giocato ieri allo Stadio Giraud di Torre Annunziata.

LA PARTITA. Un Savoia dalle due facce, che nel primo tempo appare molle sulle gambe e senza la giusta concentrazione. Merito anche della Cavese, capace di mettere sotto pressione i bianchi per quarantacinque minuti e di applicare un’impeccabile tattica del fuorigioco (spesso aiutata da sviste del segna linee, ndr), chiudendo la prima frazione di gioco in vantaggio. Nella ripresa tutto è cambiato, dagli spogliatoi è uscito il solito Savoia, cinico ed aggressivo. Saranno servite le parole di mister Feola, che come ha dichiarato in conferenza, ha fatto leva sull’orgoglio suoi ragazzi, che hanno ben reagito e conquistato la vittoria. Una vittoria diversa dalle altre conquistate dal Savoia, una vittoria in rimonta farà morale, più importante di una goleada, ottenuta al termine di una gara giocata contro una Cavese che non ha mai mollato fino alla fine.

DIREZIONE DI GARA. Di certo ci si aspetta una direzione arbitrale almeno giusta per una partita cos√¨ importante, ma quella diretta del signor Fourneu della sezione di Roma, non può definirsi come tale. Il direttore di gara e i suoi assistenti, Yoshikawa e Affronti, hanno peccato di protagonismo, prendendo spesso decisioni impopolari, sia a favore del Savoia che a favore della Cavese.

L’EVENTO. La società oplontina del presidente Luce, ben oltre il risultato conquistato sul campo, può gioire per la perfetta riuscita della campagna di sensibilizzazione contro il femminicidio. Queste sono cose che fanno bene allo sport e quindi devono farne sempre parte, perch√© lo sport è aggregazione e cultura.

I TIFOSI. Mostrano partita dopo partita margini di maturazione, spettacolare è la coreografia della curva, che raffigura lo scudo oplontino; ma anche i vari messaggi lanciati nel corso della gara, ad esempio come quello che condannava la scelta della trasferta vietata (vd. QUI).