Sant’Antonio Abate, la classifica è un incubo: tifosi in rivolta

Dopo quindici giornate di campionato nel girone A di Eccellenza, il Sant’Antonio Abate si ritrova nel punto più basso della propria storia recente: ultimo in classifica con soli 7 punti, a –5 dalla zona play-out e –8 dalla salvezza diretta. Numeri pesanti, che fotografano una stagione nata male e che, allo stato attuale, rischia di concludersi nel peggiore dei modi.

La squadra giallorossa non riesce a invertire la rotta. I risultati parlano chiaro: il Sant’Antonio Abate non solo fatica a fare punti, ma spesso si mostra incapace di competere ad armi pari. Una situazione che preoccupa i tifosi e che sembra frutto di una gestione societaria finita nel mirino della piazza.

La contestazione dei tifosi: “Adesso basta!”

Nelle scorse ore, gli Ultras Abatesi hanno diffuso un duro volantino contro la società e in particolare contro il presidente Rosanova, accusato di aver trascinato il club nel caos tecnico e organizzativo. Nel comunicato si parla di arroganza, presunzione e incompetenza, oltre a “promesse mai mantenute” e “farsa continua” che avrebbe portato prima alla retrocessione e poi al crollo attuale.

Parole che pesano come macigni e che testimoniano tutta la frustrazione del tifo giallorosso, fino ad arrivare alla richiesta più drastica: la consegna immediata del titolo sportivo al Comune, considerata l’unica via per salvare il nome e la dignità del club.

La piazza non ci sta: “Avete umiliato Sant’Antonio Abate”

Il messaggio dei tifosi è chiaro: la squadra non è ritenuta all’altezza di onorare il campionato, né tantomeno la storia del club, fondato nel 1971 e sempre legato profondamente alla comunità locale. “Senza una squadra, senza una casa, senza dignità”, si legge nel volantino, che accusa l’attuale dirigenza di aver offuscato il valore della maglia.

Il Sant’Antonio Abate è arrivato, secondo i sostenitori, “a un punto di non ritorno”. Per questo l’appello finale è diretto agli abatesi tutti: “Fate il vostro dovere, salvate l’A.C. Sant’Antonio Abate 1971”.

Uno snodo decisivo per il futuro

La stagione è lunga e i distacchi, seppur pesanti, non sono ancora matematicamente irreparabili. Ma l’emergenza sportiva si intreccia ormai con quella gestionale. Solo una scelta forte – e condivisa – potrebbe permettere di rimettere ordine e dare nuova credibilità al progetto giallorosso.

Nel frattempo, il Sant’Antonio Abate resta ultimo, con la tifoseria che chiede una svolta immediata. Il futuro del club non dipende solo dai risultati del campo, ma dalla capacità di ritrovare unità, trasparenza e identità. Prima che sia davvero troppo tardi.