Volevo raccontare del ritorno alla vittoria del Napoli dopo il pareggio col Torino e la sconfitta di Firenze. Volevo parlare della partita giocata contro la Sampdoria, della rete annullata a Mertens, della perla di Milik e dell’inzuccata di Albiol, ma purtroppo non ne ho voglia. Per l’ennesima volta hanno dedurpato il gioco più bello del mondo con i più beceri, inutili e stupidi cori da parte di un gruppo di intelligentoni blucerchiati.
I tifosi della Sampdoria questa sera non erano al Marassi per sostenere i propri beniamini, ma per offendere un popolo, una città: Napoli. Di questo Sarri se ne è reso conto, ha protestato col quarto uomo per quei cori (che non intendo ripetere, ndr), ad inizio secondo tempo, dopo l’invito dello speaker dell’impianto ligure, sembrava che il tutto si fosse calmato, ma poi il ritorno in auge gli intelligentoni. Il direttore di Gavillucci sospende per qualche minuto, interviene anche Ferrero, il presidente della Sampdoria, la partita riprende, i calciatori giocano e finiscono la gara. Amen.
Il Napoli vince, la Sampdoria perde. Di certo gli azzurri non vinceranno il tricolore ma sicuramente andranno in Champions League, mentre gli altri quelli che “saggiamente” cantavano vedranno l’Europa comodamente dal divano di casa propria. Inoltre, i partenopei avranno perso il tricolore ma non hanno perso la dignità, cosa che certa gente ha buttato alle ortiche non appena ha pensato tali nefandezze, tramutate poi in parole e cori. Dispiace per la compagine ligure, una bella squadra che merita tifosi e non intelligentoni.
Gianfranco Collaro




