Comincia con un pareggio la nuova gestione dei granata: Salernitana-Spezia finisce con un 2-2 pirotecnico. Uno spettacolo, però, che come i fuochi di artificio è finito presto.
SALERNITANA-SPEZIA, succede tutto nel primo tempo
Come detto nell’introduzione, succede tutto nel primo tempo del monday night. Ci vogliono pochi secondi affinchè gli equilibri vengano rotti. Ci pensa Simone Verde con un calcio di punizione. Fallo di Amian su Ribery al 4′. Parola da sogno per l’ex Bologna, che all’esordio in maglia Salernitana insacca senza troppe trepidazioni. Passano, però, appena sette minuti. Lo Spezia, che da subito ha cercato il pareggio, riesce a trovarlo. Anche questa volta su calcio piazzato. Valeri è chiamato alla prima grande decisione dal VAR. Prima checking, poi va a guardare lui stesso. Fazio stende Erlic sugli sviluppi di un angolo.
Il tempo scorre e si arriva all’11’: per il direttore di gara è penalty. Manaj toglie la palla dalle mani di Verde, fischio e Sepe a sinistra, pallone a destra. Non è però finita. La Salernitana si butta nuovamente in avanti, ma senza riuscire a creare patemi a Provedel. Lo stesso dicasi per lo Spezia, che non impensierisce particolarmente Sepe. Il gioco, comunque è convincente, vivace e le trame di gioco sono condizionate molto dal vento forte che soffia sull’Arechi.
Al 16′ cambia nuovamente l’inerzia del match. Fallo su Kastanos. Senza dubbi l’arbitro fischia. Stessa mattonella, senza tiratore. Neanche stavolta il fantasista arrivato dal Torino sbaglia. Stessa parabola discendente, stesso angolo, alto a sinistra dove Provedel non può arrivare. La Salernitana torna in vantaggio, ma risente molto del primo pareggio subito. La squadra tiene bene il ritmo, ma sembra arrancare dal punto di vista nervoso. Con il passare dei minuti, la squadra di casa acquisisce sicurezza, che, però, alla mezz’ora si sgretola sotto i colpi di Manaj.
Calcio d’angolo, pallone sul secondo palo tra i piedi del giocatore albanese. Arriva il cross, che viene bloccato di mani da Mousset nei panni di Sepe. Tempistiche lunghe anche in questo caso per Valeri. Alla fine dal Checking al VAR. Anche stavolta la tecnologia dà ragione ai liguri. Rigore, ma stavolta è Verde a prendersene carico. Sepe anticipa troppo il movimento e serve, anche stavolta, il fianco al calciatore ex Avellino. Pallone in porta e pareggio.
Il pareggio degli esordienti
Stefano Colantuono ritrova Ribery, ma soprattutto ha la possibilità di mettere in campo una formazione nuova. Sette undicesimi cambiano grazie al mercato. Il ritmo del gioco dei calciatori è buono, lo status mentale anche, così come i movimenti. Non ci mettono molti i nuovi arrivati a mettersi nei panni del tecnico e trovare l’amalgama. Radovanoci, tra tutti, gioca per oltre 90′ tenendo bene le redini del centrocampo, dettando i tempi e sfiorando in un paio di occasioni il gol dalla lunga distanza, colpo nelle sue corde.
Verdi si prende lo scettro senza particolari repliche. Doppietta e uomo tutto fare, anche nella fase di non possesso. Anche nella ripresa, infatti, nonostante non siano arrivati gol, le due squadre hanno combattuto ad armi pari. Come l’ex Bologna anche Fazio, vestito da croce e delizia. Due falli tignosi da parte sua, uno dei quali ha portato anche al primo pareggio. Nonostante questo si fa perdonare a pochi minuti dalla fine, quando lo Spezia in contropiede si trova in superiorità numerica e ha l’occasione per ribaltare il risultato. Ultimo difensore proprio Fazio, che senza fronzoli toglie le castagne dal fuoco, spazzando il pallone.
Battesimo di fuoco per Sepe, che con due rigori ha fatto tentennare la sua prestazione, ma certamente si è ben comportato in occasione dei sortite offensive bianconere. Nell’ultima parte della ripresa, Colantuono pesca le carte Djuric, vecchia volpe e vecchia conoscenza. L’altezza il punto forte, il vento il vantaggio. Questa volta, però, non riesce a fare la differenza, nonostante a pochi rintocchi dal triplice fischio avrebbe anche sui piedi il pallone del 3-2. Tiro telefonato al portiere. Per il tecnico ex Atalanta c’è anche l’asso Perotti che alla lunga fa il suo, cercando di rompere le trame e di imbastire occasioni da gol per i suoi.
Le aquile devono fermarlo con le cattive. Morale della partita: C’è una nuova Salernitana in Serie A. Quella di Danilo Iervolino e della vecchia volpe Walter Sabatini. I primi sussulti sono arrivati, anche il primo punto, nonostante la vittoria fosse il bottino da portare a casa.
TABELLINO
SALERNITANA (4-3-2-1): Sepe; Ranieri, Fazio, Dragusin, Mazzocchi (36′ st Gyomber); Kastanos (20′ st Perotti), Radovanovic, Coulibaly L.; Verdi (20′ st Bohinen), Ribery (31′ st Mikael), Mousset (1′ st Djuric). A disp.: Belec, Kechrida, Gyomber, Gagliolo, Zortea, Bohinen, Ederson, Obi, Jaroszynski, Perotti, Mikael, Djuric. All. Stefano Colantuono
SPEZIA (3-5-2): Provedel; Amian, Erlic, Nikolau; Gyasi, Sala (23′ st Agudelo), Kiwior, Maggiore, Reca; Verde (23′ st Nguiamba), Manaj (32′ st Nzola). A disp.: Zoet, Zovko, Ferrer, Hristov, Antiste, Agudelo, Kovalenko, Bourabia, Bertola, Strelec, Nzola, Salcedo. All. Thiago Motta
arbitro: Paolo Valeri di Roma
assistenti: Edoardo Raspolini di Livorno, Vittorio DI Gioia di Modena
IV: Giovanni Ayroldi di Molfetta
VAR: Lorenzo Maggioni di Lecco
AVAR: Filippo Meli di Parma
Reti: 3′ e 16′ Verdi (S), 11′ Manaj rig (SP) 29′ Verde rig (SP)
Ammonizioni: Amian, Mousset, Fazio, Kiwior, Nguiamba, Radovanovic
Tiri: 9–13
Angoli: 5-6
Fuorigioco: 1-1
Recupero: 5′ pt, 3′ st




