Salernitana, Marchetti: “Castori? Prematuro sostituirlo! Per la cessione…”

Ugo Marchetti, Generale della Guardia di Finanza e amministratore unico della Salernitana, si è concesso a un’intervista al Corriere dello Sport, parlando del complicato inizio di stagione del club granata e delle prospettive societarie.

“La Salernitana è esemplarmente presente nel sistema calcio. È una società sana, solida, che produce utili. Dobbiamo difendere tutto questo. Stiamo subendo delle negatività e delle ostilità che non meritiamo” – ha dichiarato Marchetti. Sul fronte cessione, invece: “Confermo che ci sono degli interessi, ma non so di chi si tratti. In genere un imprenditore fa sempre scelte per trarre dei vantaggi, mi verrebbe da pensare che più il tempo passerà più scenderà il prezzo. Ma non voglio ipotizzare questo atteggiamento speculativo. Non si può non essere interessati alla Salernitana”.

A proposito dei rapporti con la Lazio, una battuta sul caso Gondo: “Io so che questo lavoratore ha rescisso il suo contratto con una certa azienda, da persona contrattualmente libera si è proposto e noi lo abbiamo preso. Se non fosse stato così, non avrei mai sottoscritto un contratto contrario a prescrizioni giuridiche o amministrative, l’ho fatto perché si poteva fare. È giusto che si verifichi, ma è anche giusto che tutto avvenga nei tempi opportuni”.

In ultimo Marchetti si è soffermato sulla situazione di Fabrizio Castori, finito sotto critiche dopo la terza e roboante sconfitta consecutiva. Il generale ha spiegato perchè intende confermare il tecnico marchigiano: “Perché non siamo ancora riusciti ad esprimere quello che possiamo. Io sono sempre per dare fiducia alle persone che rispetto. E rispetto i miei giocatori, primo fra tutti Ribery, l’ultimo arrivato. Se nel tempo ci renderemo conto che questa attribuzione di stima e di rispetto non sarà motivata, allora potremo anche cambiare. Ma in questo momento è molto prematuro. Io non avrei mai fatto quello che hanno fatto i miei colleghi, per ragioni evidentemente diverse. Devo dare ai nostri ragazzi un valore che forse loro stessi non riconoscono: se ci deluderanno, allora dovremo intervenire. Ma non è questo il momento”.