Il successo di Rudi Garcia alla guida della Roma ha oltrepassato le Alpi e tornato nel suo Paese d’origine. Il tecnico giallorosso si racconta sulle pagine del francese La Voix Du Nord (voce del nord) e spiega i suoi primi mesi nella Capitale. Ho lasciato Lille ‚Äì racconta ‚Äì perche’ mi e’ stato proposto un buon progetto, altrimenti si’, avrei onorato il mio contratto. A Roma ha trovato le rovine di due anni tragici per i colori giallorossi. Quando sono arrivato c’era un clima teso. Al primo allenamento c’erano tante auto e tanti striscioni di insulti nei confronti dei miei giocatori. √à stata opera di una piccola minoranza infelice, che rifletteva una disillusione. Erano momenti angosciosi, ma lo sapevo, ero stato avvertito. La mia priorita’ e’ stata quella di prendere giocatori adatti al mio gioco e lavorare sull’aspetto psicologico. Adesso la sua Roma viaggia con un ruolino impressionante: dieci successi consecutivi, poi tre pareggi, unica squadra ancora imbattuta del campionato italiano. La nostra forza e’ quella di esserci gestiti e aver vinto cosi’ partita dopo partita. Le vittorie ci hanno ispirato per continuare a giocare bene. Potevamo vincere anche gli ultimi tre incontri, ma siamo secondi ad un punto dalla Juventus, che come noi ha fatto un percorso piu’ che eccezionale. Il nostro obiettivo rimane pero’ l’Europa. Faticoso in questo contesto potersi godere tutte le bellezze della Capitale d’Italia. Ancora non ne sto approfittando molto. Io vivo nei pressi di Trigoria, sono distante dal centro. Sono un tipo tranquillo, mi sono un po’ arrabbiato quando un giornale ha scritto dove abitavo, cosi’ ora ogni tanto i corrieri o qualche ragazzo mi suona a casa. Non sono un turista, mi sono pero’ fatto amici romani che conoscono la storia di Roma e dei romani. Ci sono dei luoghi nascosti e paesaggi mozzafiato, penso al Gianicolo. Quando c’e’ una sosta, torno in Francia mentre le mie figlie, appena possono, vengono a Roma perche’ la amano. Racconta il suo primo incontro con capitan Totti. Alla mia prima visita ufficiale, ho avvertito per messaggio tutti i giocatori che stavo arrivando a Trigoria. In ognuno di questi messaggi ho chiesto loro che volevo vincere dei titoli insieme con loro. A Totti ho inviato il primo sms. Lui e’ un ragazzo semplice e umile come me, gli ho chiesto se a 37 anni avesse ancora fame e mi ha rassicurato a tal proposito. (italpress.com)
Roma. Garcia: “Europa nel mirino, abbiamo ancora fame”
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