Ragazza arbitro di 16 anni aggredita, il presidente Sibilia: “Inammissibile che accadano episodi del genere”

Notizie che lasciano sempre l’amaro in bocca e che sembra scontato dirlo, non dovrebbero più verificarsi. In Lombardia durante la partita  Real Meda e la Rivazzanese, gara valida per il campionato under 15 regionale, l’arbitro, una ragazza di 16 anni, è stata tragicamente aggredita.

Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della LND,  la ragazza sarebbe stata prima oggetto di offese e poi strattonata dall’allenatore della squadra  ospite in seguito ad un gol assegnato al Real Meda.  Inoltre potrebbe essere  coinvolto anche uno spettatore che, alla chiamata delle Forze dell’Ordine da parte del padre della ragazza, sarebbe scappato.

Ma è possibile che nel 2020 si debbano verificare degli episodi di violenza così segnanti? Che una partita di calcio giovanile, si trasformi in una guerriglia contro chi in campo, tra mille difficoltà, deve garantire l’applicazione delle regole del gioco. Il calcio non dovrebbe essere un vettore in primis di amicizia e confronto?

Quale messaggio si lascia così ai giovani? Sopratutto quando questi comportanti vengono inscenati da adulti, che dovrebbero essere da esempio.

Sul triste accaduto è intervenuto anche il presidente  Cosimo Sibilia , che dai canali ufficiali della LND, dichiara:“È inammissibile che accadano episodi del genere  non solo perché la violenza è ingiustificabile a prescindere, ma nel caso specifico perché commessa nei confronti di una ragazza di appena 16 anni, alla quale voglio esprimere la mia più sincera vicinanza e di tutta la LND. Educatori e genitori devono dare l’esempio ai giovani: agendo in questo modo viene invece calpestato ogni principio di lealtà sportiva e anche di convivenza civile”.

Un monito importante elaborato dal presidente della LND Sibilia, con la speranza che episodi del genere non si ripetano più e che restino solo un brutto ricordo.

 

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