Qui Pomigliano. Epurazione granata: via Follera, Panico e La Cava

Due gare disputate, 0 punti. Stessa carestia alla voce gol fatti: dispiace dirlo già da ora, ma c’è qualcosa che non va. Ci può stare perdere contro l’Akragas, anche in casa, ma tornare dalla trasferta di Torrecuso con un pugno di mosche ed altri due gol sul groppone è davvero dura, specie se calcoliamo che, nell’impegnativo inizio di stagione granata, la gara più alla portata di Follera (che potrebbe da oggi non essere più il capitano) e compagni, almeno sulla carta, era proprio quella di ieri. E’ ancora troppo presto per parlare di esami o ultima spiaggia, la stagione è lunga e il progetto Seno merita rispetto e quindi tempo, ma dire che va tutto bene sarebbe da ipocriti. Ma quali sono i reali problemi di questo Pomi? Inoltre un’indiscrezione dell’ultima ora ha scosso l’ambiente, cosa sta succedendo?

L’epurazione – Non c’è ancora nulla di ufficiale da parte delle Società (che comunque non fa della comunicazione il suo punto di forza), ma tre pilastri granata hanno avuto il ben servito. C’era già clima di tensione sabato scorso, quando, nonostante si fosse solo alla seconda di campionato, si decise di tenere la seduta di rifinitura a porte chiuse, quasi a voler anticipare una sorta di rivoluzione. Stamane, poi, la conferma: capitan Mario Follera, l’esterno Giulio Panico e bomber Mario La Cava, recatisi al Gobbato per l’allenamento mattutino, hanno ricevuto la comunicazione di non rientrare più nei piani societari. Una decisione che fa scalpore, anche perch√© i tre erano i più esperti ed i più pagati.

Croce under – E’ il limite della gestione Pipola: da due stagioni a questa parte, tranne qualche rarissima eccezione (Romano, Moscarino e La Gatta lo scorso anno) quello dell’utilizzo degli under risulta essere un bel problema per Seno, ritrovandosi spesso a dover utilizzare ragazzi non ancora pronti ad un calcio cattivo come quello di “D”. Non stiamo mettendo in dubbio qualità tecniche o atletiche dei giovani granata, ma talvolta quel pizzico di cattiveria e personalità che potrebbe fare la differenza. Come classe ’95 è stato scelto Parentato, esterno di centrocampo: in allenamento evidenzia ottima corsa e buon feeling col pallone, in gara un’evanescenza troppo palese. Ha bisogno di tempo per entrare nei meccanismi ed acquisire cattiveria ed autostima, tempo che speriamo possa ricevere senza “far del male” alla sua squadra. In quel ruolo, lo scorso anno, c’era Loreto, tra i migliori esterni di quarta serie, ora la carestia di cross per la linea offensiva è quasi irritante.

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