Qui Pomigliano. Day after e primi bilanci dopo la sconfitta con l’Akragas

Inizia male, almeno guardando al risultato finale, la stagione del Pomigliano. L’Akragas di Pino Rigoli, una delle mine vaganti del girone I, pur senza impressionare per qualità di gioco e ritmo, è riuscita a violare il Gobbato, 0-1 il finale. Ma cos’è che non va in questo Pomi? E quali sono, nonostante la sconfitta finale, le note (agro)dolci di questa prima giornata? Certo, trarre un bilancio definitivo, ora come ora, sarebbe quantomeno prematuro, ma il campo, anche nei 90′ di ieri, ha dato le sue indicazioni, i suoi (se pur momentanei) verdetti.

Cosa non va:

Under ancora acerbi – Non basta comprare giocatori di categoria e sicuro rendimento, in un campionato come quello di Serie D la differenza la fanno soprattutto gli under, che costituiscono almeno i quattro undicesimi della squadra titolare. Come la maggior parte delle compagini di D, anche il Pomigliano ha scelto di affidare la porta ad un giovanissimo, nello specifico l’ex Casertana Di Costanzo, estremo difensore classe ’94. Arrivato a metà campionato scorso per sostituire il classe ’90 Antonio Piccolo, Di Costanzo ha evidenziato grandi progressi, specie sotto il profilo della personalità, ma ieri, in occasione della punizione di Chiavaro, ha commesso un errore di posizionamento. Sull’out sinistro della linea di difesa, ha esordito, in un ruolo quasi inedito per lui, il diciannovenne Festa (ex esterno di centrocampo). Dotato di un discreto calcio e di buon tempismo negli interventi, Festa ha palesato qualche limite di posizionamento, dovuto forse alla metamorfosi richiesta da Seno. Non ha brillato neanche il piccolo Parentato (classe ’95!), tecnico e forse un pò lezioso, l’esterno destro ha spesso rallentato la manovra offensiva dei suoi, perdendo qualche pallone di troppo. Mosca bianca l’ex Napoli Giacomo Romano, il più “anziano” degli under con i suoi 20 anni ed un campionato in granata già nel curriculum. Nella ripresa ha fatto il suo ingresso in campo (rilevando proprio Parentato), anche Pietro Eliani, senza però dare in toto quello che gli si chiedeva. La situazione sembrerebbe quasi tragica, ma c’è qualche riflessione da fare: in primis siamo solo alla prima ed i più giovani hanno bisogno di tempo e fiducia per racimolare esperienza e personalità, in secundis si sa che l’esordio è sempre una gara particolare. Non si parla quindi di una loro bocciatura, ma di un solo, eventuale, rimando a domenica prossima.

Panchina corta – Specie se ci rifacciamo in particolare al settore avanzato. Senza De Micco e soprattutto bomber La Cava, ieri, il Pomi ha palesato una certa inconsistenza quando si affacciava verso la porta avversaria. Romano corre e si batte, ma da solo non può reggere il peso dell’attacco ed Arenella non è una vera punta. Un pò meglio quando è entrato Manco, furetto tutto tecnica e rapidità, ma anche lui è più un “10” che un vero e proprio “9”. Alla fine Seno è stato costretto a tentare la mossa mourinhana di inserire lo stopper di riserva (Schioppa) come pivot per cercare di prevalere sui palloni alti, ma anche questo esperimento non ha avuto il fine desiderato.

Poco assortimento a centrocampo – De Rosa (tra i migliori in campo ieri) e Cerchia sono due giocatori di livello per questo campionato ma, entrambi, sono ibridi, giocatori moderni discreti sia nell’impostazione che nell’interdizione. L’impressione emersa ieri è che manchi un polmone, un Ausiello per intenderci, uno capace di ripiegare ed appoggiarsi al più tecnico compagno di reparto per ripartire il più velocemente possibile. Non ha brillato nemmeno Panico, giocatore talentuoso e spesso discontinuo, deve alzare l’asticella per dare qualcosa in più ai suoi da un punto di vista dell’inventiva.

Cosa va:

Follera e Varriale, una sicurezza – La coppia di difensori centrali ha giocato ieri una gara senza sbavature, con capitan Follera concentrato come sempre (nonostante qualche errore in fase di impostazione) e Varriale spietato in difesa e pericoloso sui calci da fermo. Se Follera è più libero, regista arretrato, Varriale è quel marcatore che nessun attaccante vorrebbe trovare sul proprio cammino. Caparbio e dinamico, il “6” granata non tira mai il piede, risultando, talvolta, un tantino falloso. Ottime anche le alternative: poche compagini di D possono permettersi in panca due come Schioppa e Moscarino (che, all’occorrenza, può sostituire anche uno dei terzini). Sulle fasce abbiamo già parlato del non perfetto Festa, ma non ancora del suo dirimpettaio Candrina. L’ex Campobasso promette una stagione da protagonista.

De Rosa in gran forma – Il cervello del Pomi pulsa già che una meraviglia. Testa alta e uso quasi indifferente dei due piedi ne fanno uno delle migliori individualità presenti nella rosa. Dovesse preoccuparsi di meno di interdire, magari con un compagno meno simile a lui per caratteristiche tecniche, probabilmente il buon Rosario potrebbe osare qualcosa in più in fase di inserimento.

Ambiente unito – Dopo l’ottimo precampionato, l’ambiente ha vissuto la prima sconfitta stagionale con discreto raziocinio. L’Akragas parte più avanti del Pomi ai nastri e ieri, senza la Cava e De Micco, si sapeva che ci sarebbe stato da soffrire, specie in avanti. Inoltre, per quanto visto nell’arco dei novanta minuti, un pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto. Da non sottovalutare, poi, il fattore arbitrale: il signor Cipriani di Empoli, alle prime esperienze in D, ha commesso qualche errore che, pur non determinando in senso stretto il risultato, ha influito e come sul punteggio finale. Domenica c’è l’importantissima sfida col Torrecuso, sbeffeggiato all’esordio dal Savoia: i beneventani partono sfavoriti sulla carta, ma occhio al loro orgoglio dopo il pokerissimo subito a Torre.