Pomigliano. Le note dolenti in attesa del colpo di mercato

Parlare di situazione tranquilla, ideale per lavorare, col clima che s’è creato intorno al pianeta-Pomigliano, sembra quantomeno eufemistico. I fatti parlano di un Pomi ultimo dopo tre giornate, con un impietoso “0” alla voce punti, frutto di tre sconfitte consecutive con Akragas, Torrecuso e Cavese. Non fosse per il gol quasi allo scadere del baby-bomber Manfrellotti, poi, l’impietosa voce 0, riguarderebbe anche i gol segnati. C’è qualcosa che non va. La finestra di mercato, per le società di quarta serie, si chiuderà domani e ci si aspetta il grande colpo last minute: servirebbe una punta di esperienza, capace di accollarsi il peso di un attacco a volte troppo leggero. Manco è in grande stato di forma ma è un classico ispiratore, non un vero e proprio attaccante, e necessita di un punto di riferimento cui “dedicare” il senso delle sue giocate. De Micco, per la categoria, può essere un giocatore di assoluto livello, dotato com’è di qualità tecniche e balistiche ma, a dispetto del suo fisico, non è un “9” puro, ma più una seconda punta atipica; Manfrellotti è appena arrivato e, per quanto abbia dimostrato discrete qualità nelle prime uscite in granata, non ha ancora il mordente (giovane com’è) per una responsabilità del genere e Romano, a detta dello stesso Seno dopo il match del Lamberti, attraversa un periodo psico-fisico non dei migliori (anche la scorsa stagione part√¨ zoppicando salvo poi esplodere nel girone di ritorno). Perso La Cava, oramai un giocatore del Torrecuso, lo si dovrebbe sostituire con un elemento (almeno) di pari livello. Le prossime 36 ore circa ci illumineranno sulla realtà delle cose, per ora non c’è che da attendere.

Capitolo Cerchia: è lui il grande assente ingiustificato del cuore del centrocampo. Pupillo di mister Seno e già con la fascia al braccio nonostante lo scarno curriculum granata, Cerchia è un giocatore di indubbia esperienza ed affidamento, ma, almeno fin’ora, sembra la controfigura del giocatore che ci si aspettava di ammirare al Gobbato. Lungi da noi ergerlo a capro espiatorio di un periodo no che coinvolge un pò tutti, ma crediamo sia quantomeno lecito attendersi quel pizzico di qualità in più da uno col suo curriculum. Un pò lo stesso discorso da fare per il caso-Candrina, terzino ex Campobasso che, pur non avendo mai giocato malissimo, non sta di sicuro rispettando le credenziali createsi intorno al suo nome. Molti addetti ai lavori puntano la spada di Damocle verso gli “under”, ma noi non siamo proprio dello stesso avviso. Il problema è che, vuoi anche un calendario quantomeno proibitivo (tutte le grandi nelle prime giornate), è venuto meno proprio l’apporto “extra” dei veterani, quel surplus lecito da attendersi da chi ha avuto una carriera a cavallo tra Lega Pro e dilettanti. La società conferma, e dopo 270′ crediamo sia giusto, la fiducia a Biagio Seno, domenica c’è la mission impossible Savoia e poi, finalmente, una serie di gare alla portata dei granata. Bisogna attendere, auspicando in un imminente cambio di direzione di Varriale e compagni.
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