Perugia-Salernitana. Cosmi:”Per uscirne serve risultato positivo”

“Esclusi Angella, Gyomber e Fernandes i ragazzi sono tutti disponibili. Chiaramente essendo la terza partita in otto giorni bisognerà valutare bene le condizioni, compresi i piccoli acciacchi, soprattutto di chi ha sempre giocato.Cercherò di mettere in campo una squadra che, prima di ogni cosa, stia bene dal punto di vista fisico”.

Nella conferenza stampa che anticipa il match contro la Salernitana, in casa Perugia, come riferiscono i canali ufficiali del club, è mister Serse Cosmi a fare il punto della situazione: “Con il Benevento la squadra ha alzato il livello nervoso, ha giocato con più determinazione e cattiveria. E poi essere tornati al gol è un grande passo dal punto di visto mentale. I ritiri servono soprattutto per poter conoscere meglio i ragazzi. Sono arrivato a inizio gennaio, molti di loro li sto conoscendo adesso fuori dal campo. Penso che sia stato importante anche per i giocatori stessi che si sono potuti confrontare e si sono messi in condizione di capire il periodo che stiamo vivendo e come fare per uscirne. Per uscire da questo periodo serve un risultato positivo, facendo appello a sé stessi, al proprio orgoglio personale. Questo deve essere sufficiente per fare una grande prestazione ed ottenere quello che vogliamo. Credo che questo sia il tasto giusto da toccare, nessuno di noi può accettare queste sconfitte e la delusione che stiamo dando all’ambiente”.
Andando poi all’emergenza attuale che ha portato alla disputa delle gare a porte chiuse: “Per non pensare al coronavirus non bisogna andare in ritiro ma andare su un’isola senza nessun tipo di comunicazione. L’allenamento è l’unico momento in cui non sei bombardato dalle notizie. Il Presidente ci ha dato le indicazioni concrete da seguire per giocatori e staff quindi, pur senza sottovalutare questo virus, posso tranquillamente dire di aver affrontato situazioni peggiori. Le uniche persone da ascoltare in questi momenti sono gli esperti, le persone che litigano in televisione su questo argomento mi fanno pena. Nella mia carriera mi è capitato di giocare a porte chiuse una sola volta nel 2006 in un Ascoli-Udinese ad Ancona perché i marchigiani avevano il campo squalificato. Un’esperienza che non avrei mai voluto rivivere perché giocammo in una sorta di acquario. Diventa difficile anche per noi allenatori preparare psicologicamente partite come queste per far mantenere la tensione alta. Bisogna far capire ai ragazzi che con o senza le porte chiuse i punti a disposizione sono sempre tre”.
E proprio sull’avversario: “Ero convinto che dopo la stagione passata la Salernitana si sarebbe rialzata. La società ha la forza per poter pensare a qualcosa di importante, l’allenatore ha esperienza e capacità per essere protagonista e dare il proprio contributo. La partita sarà sicuramente dura ma per noi qualsiasi avversario sarebbe stato difficile in questo momento”.

Conclude poi: “Inevitabilmente c’è un po’ di tensione. Personalmente mi dispiace per le tante persone che vogliono bene al Perugia e che mi incitano per uscire insieme da questo momento, che mi dicono di non mollare. Ringrazio di cuore queste persone. Dopo 5 sconfitte le critiche verso l’allenatore non sono legittime ma più che legittime però da parte di alcuni ho ricevuto insulti che credo non meritavo”.