Nola-Savoia. Il doppio ex Musto: “Risultato? Una sorpresa. Mennitto e Pannone? Arrivati troppo tardi”

Antivigilia del derby della 26esima giornata di Serie D, girone H, tra Nola e Savoia, due squadre che rincorrono obiettivi contrapposti di classifica, gli oplontini in cerca di punti per ritornare in piena zona play off, mentre i bruniani rincorrono una salvezza diretta, senza passare dai play out. In occasione del derby, la nostra redazione ha sentito Vincenzo Musto, attuale consulente di mercato della Giffonese, ma ex di Savoia e Nola, che ha parlato della sfida tra le due formazioni, lanciando qualche stoccata alla dirigenza bruniana.

“Sfida un pò particolare per me che sono legato al Savoia e a Torre Annunziata, ma anche un po’ al Nola che mi ha dato la possibilità di esordire in serie D, con la partita vinta al Partenio contro l’Avellino”. – Esordisce l’ex team manager dei bruniani, che prosegue – “Devo ringraziare mister Liquidato che mi ha dato questa possibilità, grazie a lui se ho conosciuto la piazza di Nola. Sono emozioni che ti porti dentro, come anche il mio esordio al Giraud con Franco Fabiano e la Lega Pro di qualche anno fa con il Savoia”.

Il consulente di mercato della Giffonese si esprime sulle due tifoserie a confronto: “Conosco bene le due tifoserie, sono calde ed accoglienti, nel bene e nel male sono sempre vicini ai propri colori al di la della categoria. Per me è stato molto emozionante giocare l’andata al Giraud, ero avversario ma il calore degli amici torresi mi hanno fatto sentire a casa, veramente è stato difficile nascondere l’emozione”. – mentre sugli obiettivi e il risultato della partita, con stoccata al presidente dei bruniani, Alfonso De Lucia – “Sono due squadre che lottano per opposti obiettivi, entrambe hanno un parto giocatori importante. Se seguirò la partita? Sarà una sopresa per me, lo andrò a vedere solo al termine dei 90 minuti, perchè non mi va di soffrire. Ho troppi legami e amici, il bello del calcio è anche questo. Vedo un Nola sfortunato che produce tanto bel gioco ma raccoglie poco, ma anche un Savoia che fuori casa è più determinato e voglioso anche se domenica scorsa ha perso. Sarà sicuramente una bella sfida sugli spalti. Risultato? Il pareggio non serve a nessuna delle due squadre, spero che si affronteranno a viso aperto, ma tutti sanno che il mio cuore è legato a Torre Annunziata, il Nola e stata una breve parentesi, dove ho lavorato professionalmente ma non ha capito i miei sacrifici e non ha ascoltato i miei consigli, quando consigliavo al presidente di legarsi a dirigenti preparati e non a personaggi che potevano solo frequentare bocciofile”.

Musto parla apertamente anche dei rapporti a livello dirigenziale: “Un appunto, però, devo farlo a livello dirigenziale, il Savoia ha persone preparate come il segretario Luca Espinosa, un vero genio. A Nola, e secondo me in ritardo, sono arrivati Franco Mennitto e Vincenzo Pannone, avessi avuto loro accanto forse la mia esperienza sarebbe proseguita, perch√© fino a dicembre io, oltre a fare il team manager, mi occupavo un pò di tutto, dalla sicurezza alla biglietteria. Accanto a me avevo qualche fantasma che, quando si vinceva, subiva la trasformazione e si autoreferenziava definendosi il direttore sportivo e poi quando si perdeva si dimetteva e scaricava le colpe ad altri. Con chi ho mantenuto rapporti? Liquidato sicuramente, ma con i giocatori ho preferito mantenere un rapporto poco amichevole perch√© non tutti si sono comportati da uomini, ma questo è un argomento che voglio lasciarmi alle spalle”.

I moduli dei due tecnici a confronto: “Campilongo gioca un 4-3-3 che ho notato può anche variare durante la partita, mentre il 4-3-3 di Liquidato, che preferisco, è un mix difesa e attacco che ha un ottimo equilibrio. Chiaramente il mister dovrà adattarsi agli uomini. Sarà la sfida anche di Esposito e Gragnaniello, due grandi campioni non aggiungo altro, in campo sono delle persone, fuori altre. Troianiello e D’Anna? Due uomini veri, due vecchietti di ferro”.

Alcuni retroscena legati alla piazza nolana e altri pensieri personali dell’ex Savoia: “Dopo Liquidato, il presidente De Lucia aveva chiesto a me di contattare mister Simonelli e mister Vadacca, in cuor mio sapevo che avrebbe richiamato Liquidato, ma c’era sempre la vipera che si aggirava intorno e creava disturbo. Permettimi di ricordare una frase che mi ripeteva Pasquale Scielzo, un ragazzo che mi porto nel cuore come Olivieri, ‘Il calcio è una bugia’, quanta verità. Del Savoia conosco Rekik, volevo portarlo con me a Battipaglia quando ero direttore generale, poi Del Sorbo, un vero signore. Tra i bianconeri, vedo Del Prete e Anzalone come due rivelazioni di questo campionato, under bravi come loro ne ho visti pochi”.

La chiosa finale: “Vedo un Savoia che con questa società può aspirare al salto di categoria e poi la curva, il ‘bianchi olè’, saranno la ciliegina sulla torta. Il Nola ha una grande piazza piena di imprenditori che potrebbero portarlo in alto, ma purtroppo certe volte il personalismo e la voglia di apparire di certi personaggi danneggia il tutto. Io ripeto e lo ribadisco per avere dei risultati si deve partire da una classe dirigente preparata e non da gente improvvisata. Auguro al Savoia e al Nola di raggiungere i loro obiettivi. Io con umiltà sono ripartito e farò ancora parlare di me nel bene e nel male”.

Gianfranco Collaro