La medicina Campana per la salvezza del Nola

Era cominciato malissimo il campionato del Nola. Una squadra giovanissima, affidata ad un allenatore alle prime armi con le formazioni di Serie D. Gigi Pezzella, infatti, dopo aver guidato le giovanili della Casertana, si era cimentato nel rincorrere la salvezza nel girone G.

Un girone ostico, tecnico, composto da calciatori duri, che pensano poco ai fronzoli. Ma formazioni anche composte da calciatori giovani provenienti dai vivai delle formazioni militanti nel raggruppamento sardo-laziale. A complicare ulteriormente le cose per i bruniani ci si era messa anche la penalizzazione. Piccola, un solo punto, ma per una squadra in cerca della salvezza, un punto può essere decisivo.

Poi il cambio direzionale. Via Pezzella per Campana. Il resto è storia. O forse non del tutto. Con Gigi Pavarese è andato via anche l’ex difensore dell’Aversa Normanna, che doveva fronteggiare una situazione molto complicata. Con l’arrivo di Campana sono arrivati anche un mercato massiccio e uno ingresso dirigenziale di spessore: Francesco Villano.

Il Nola sta facendo qualcosa di miracoloso, come succede spesso alle squadre guidate dal tecnico napoletano. Poche leziosità, cinismo pragmatismo, ma soprattutto lavoro di testa- La mentalità è la carta vincente per Rosario Campana, un motivatore in grado di instillare nei suoi calciatori la consapevolezza, il coraggio e la fiducia necessarie ad affrontare le grandi squadre.

Parlano i numeri. Niente giri di parole. Campana ha prelevato il Nola che aveva 0 punti in classifica. Attualmente la squadra della città dei gigli ne ha 26, 27 sul campo. Basta un soffio e allora il Nola potrà accantonare la zona play-out- Conti alla mano, inoltre, ha portato a casa punti d’oro: con Afragolese, proprio nella giornata di ieri, ma anche con Gladiator, Giugliano, Arzachena, Sassari. Ha fermato big del girone, come il Savoia, la Nocerina, il Carbonia.

Ancora lungo il campionato per tirare un sospiro di sollievo e la pausa indotta coattamente per dare priorità ai recuperi può essere deleteria. Certo, ora più che mai per il Nola arrendersi o cullarsi sarebbe un errore grossolano e non a caso, in panchina c’è chi “non ha dato niente, finchè non ha dato tutto”.