NBA: IN-SEASON TOURNAMENT, NOTTE DECISIVA PER LE QUALIFICAZIONI AI QUARTI DI FINALE

Ci siamo, la nuova entusiasmante NBA CUP è finalmente entrata nel vivo. Sono arrivati i verdetti finali dei sei gruppi, validi per il passaggio ai quarti di finale: a Est hanno avuto la meglio i Celtics, i Pacers, i Bucks e i Knicks, mentre a Ovest l’hanno spuntata i Lakers, i Suns, i Pelicans e i Kings ( Suns e Knicks qualificate come migliori seconde dei gironi).  L’ultima notte della prima fase del torneo ha accolto sfide all’ultimo canestro, con continui capovolgimenti di fronte e con un’intensità spaventosa, dimostrando ancora una volta come il “Commissioner” dell’NBA, Adam Silver, abbia decisamente centrato l’obiettivo con lo sviluppo di questo nuovo format.
Il primo incontro si è disputato al Madison Square Garden di New York e ha visto i Knicks imporsi sugli Charlotte Hornets, orfani di Lamelo Ball, per 115-91. Gara mai stata in discussione e, con la super prestazione di Julius Randle da 25 punti e 20 rimbalzi, i padroni di casa riescono ad assicurarsi il passaggio del turno da “wildcard”, battendo la concorrenza dei Cavs (arrivati secondi nel proprio girone dopo la vittoria sugli Hawks) grazie alla maggior differenza punti.
Nulla da fare anche per i Nets, che compiono il loro dovere superando 115-103 i Raptors già eliminati, ma a rendere amaro il loro successo sono i Celtics che battono i Bulls di 27 punti, ottenendo così il miglior scarto per aggiudicarsi la prima posizione.
Come ultima sfida, per quanto riguarda la Eastern Conference, i Miami Heat hanno ospitato i Milwaukee Bucks nello scontro diretto decisivo per il passaggio del turno. È stata una partita di un’intensità stile playoff, con gli Heat che, privi di Jimmy Butler costretto a rimanere ai box per un infortunio alla caviglia, hanno lottato e tenuto testa ai colpi di Giannis e compagni, ma ciò non è bastato per evitare la sconfitta. L’asse Greek Freak-Dame Time chiude con 33 punti, 10 rimbalzi, 5 assist e 32 punti, 4 rimbalzi e 9 assist, tirando con ottime percentuali dal campo. Bucks che riescono, così, a prendersi una piccola rivincita dopo la delusione dell’ultima serie playoff, dove i ragazzi di coach Spoelstra ebbero la meglio. Passando alla west coast, gli Houston Rockets non riescono nell’impresa di passare il turno da netti “underdogs”; perdono di misura sul campo dei Dallas Mavericks e consentono ai Pelicans di staccare il biglietto per i quarti di finale. Nonostante l’eliminazione, tuttavia, l’H-Town sta disputando una stagione di altissimo livello, smentendo tutte le premesse e i pronostici iniziali. Una squadra giovane, talentosa e con carattere da vendere che, se riuscirà a non soffrire troppo l’inesperienza del roster, potrà togliersi parecchie soddisfazioni da qui in avanti.
Il match della notte è senza ombra di dubbio al Golden 1 Center di Sacramento, dove i Kings ospitano i Warriors per affrontarsi nella sfida che vale la prima posizione del gruppo C. A causa della vittoria di Minnesota su OKC, per una questione di differenza punti e scontri diretti, la squadra di San Francisco è costretta a vincere di 12 o più punti per raggiungere la vetta della classifica, mentre ai padroni di casa basta la vittoria o perdere al massimo di 11 punti.
Il primo tempo è un assoluto dominio degli ospiti. Sembrano essere tornati i Golden State che nell’ultimo decennio hanno dominato questa lega, raggiungendo quasi al termine del secondo quarto il punteggio di 72-48. L’arena inizia a perdere entusiasmo e i Kings rivedono per un attimo i fantasmi della gara 7 dello scorso anno, persa proprio in casa contro i campioni 2022. Nel secondo tempo però cambia qualcosa. La musica sembra totalmente diversa in quel di Sacramento: l’aggressività offensiva aumenta, raddoppi difensivi a centrocampo su Steph Curry ben eseguiti e il pubblico che rientra in partita portano ad una devastante ondata neroviola. Più va avanti la gara più Golden State sembra sgretolarsi: i giocatori iniziano a uscire mentalmente dal campo vedendo la disfatta all’orizzonte, coach Steve Kerr commette errori di gestione non da lui (facendo anche mea culpa in conferenza stampa) e come se non bastasse, dopo l’infortunio di Chris Paul nel primo quarto, si fa male anche il miglior difensore fino a quel momento, Gary Payton II.
La squadra del grande ex assistant coach degli Warriors, Mike Brown, la vince 124-123 con un canestro folle allo scadere di Malik Monk, portando i suoi a una meritatissima qualificazione. Con questo gruppo i tifosi possono davvero sognare in grande, il limite è il cielo per questi Sacramento Kings. I ragazzi della baia, invece, sono costretti ad abbandonare anzitempo la competizione, e a rimanere con le stesse incertezze e gli stessi dubbi che li avevano perseguitati la scorsa stagione. È necessario apportare contromisure immediate se la dinastia vuole credere in un ultimo titolo.
Le quattro partite che si disputeranno il 4 e il 5 Dicembre per il proseguo dell’In-Season Tournament saranno dunque: Indiana Pacers-Boston Celtics, Sacramento Kings-New Orleans Pelicans, Milwaukee Bucks-New York Knicks, Los Angeles Lakers-Phoenix Suns. Per scoprire chi volerà a Las Vegas per le Final Four non ci resta che attendere l’esito dei prossimi interessantissimi duelli dove, senza dubbio, non mancherà lo spettacolo.

 

 

fonte foto Monk e Fox: sito Internet “A Royal Pain”

fonte foto Barrett e Brunson: sito Internet “The Knicks Wall”

fonte foto Brown: pagina Instagram Celtics

fonte foto Beasley: pagina Instagram Bucks

fonte foto Sengun: sito Internet “Sports Illustrated”

fonte foto Kings: sito Internet “The Sacramento Bee”

fonte foto tabellone del torneo: pagina Instagram NBA