Napoli. Verso la sfida europea con il Feyenoord, Jorginho: “Siamo cresciuti, vinceremo per Milik”

Archiviata la partita contro la Spal, il Napoli deve buttarsi subito con la testa alla sfida con il Feyenoord valevole per la seconda giornata della Fase a Gironi di Champions League.

Sarri e Jorginho si sono presentati in conferenza stampa per parlare del momento della squadra e della prossima sfida di Champions. Il primo a parlare è proprio il centrocampista degli azzurri, Jorginho: “La vittoria contro la Spal ha evidenziato una crescita nella mentalità e nella voglia di vincere. Credo che nelle stagioni passare una partita come quella contro la Spal l’avremmo persa”. Jorginho cresciuto nelle interdizioni e nella freddezza sotto porta, a dimostrarlo il rigore nella partita contro la Lazio, segnato. Per gli amanti dei paragoni l’atteggiamento dell’ex Verona è parso a quello che aveva Maradona: “Mi sto allenando in palestra in quest’ultimo periodo per migliorare sotto alcuni aspetti. Sto bene e ho voglia di migliorarmi, ma a questi livelli non si può fare diversamente. Per quanto riguarda il rigore mi concentro sempre sul portiere”. Sul Feyenoord: “Cercheremo di vincere e di far divertire. Se facciamo bene quello che dobbiamo fare, possiamo ottenere qualsiasi risultato”. Sabato pomeriggio Milik è andato incontro ad un altro infortunio, alla gamba destra. Nella giornata di oggi il centravanti del Napoli si è sottoposto ad un intervento chirurgico per la rottura del legamento: “Ci dispiace per lui, quello che possiamo fare è vincere anche per lui”.

La parola passa a Sarri, che esordendo proprio sull’infortunio di Milik: “Mi dispiace molto per il giocatore, è stato sfortunato. Stava tornando in condizione, mi dispiace tanto ma non dobbiamo piangerci addosso. Voglio dire che nessuno di voi ha puntato l’indice contro un terreno di gioco indegno. Se il suo infortunio fosse dovuto a questo? Il terreno è lo strumento più importante di quest’attività, se un’attività che fattura due miliardi di euro non consente di averlo al top è indegno. Le prove le faremo quando avremo tempo: giochiamo ogni 70 ore, non c’è modo di lavorare. O riformiamo il calendario, perchè le Nazionali non possono avere i giocatori 33 giorni su 90, o non ci sarà modo. La soluzione non è la riduzione della squadre di Serie A da 20 a 18, perchè in questo modo si toglierebbe il sogno di giocare in massima serie a molte squadre e molte città e non è giusto. Credo che i cambiamenti debbano essere fatti a livello di Nazionale. Le squadre devono avere il tempo di allenarsi in tranquillità. Gli incontri dovrebbero essere suddivisi in maniera diversa. Ora comincio a capire perchè gli allenatori parlano solo di mercato e non di lavoro, perchè il lavoro a questi livelli non esiste più”. Passando al Feyenoord: “Sarà una sfida difficile? Si può darsi, sicuramente ci metteranno in difficoltà. Il San Paolo dovrà darci una mano. Sicuramente stiamo andando ad affrontare una squadra in crisi, ma viva. I risultati sono relativi. Per quanto riguarda la mia formazione ci saranno dei cambi. Verranno sostituiti i giocatori stanchi, anche se in pochi hanno dato cenni di stanchezza. Di sicuro ci saranno quattro titolari diversi rispetto a sabato”. Si torna poi sull’infortunio: “Rispetto allo scorso anno la situazione è diversa. L’anno scorso avevamo perso un punto di riferimento in attacco, quest’ano invece c’è Mertens. Bisogna trovare le alternative e lo faremo. Callejon è una certezza, anche in avanti. I minuti giocati a Ferrara in avanti hanno evidenziato che può fare bene anche l√¨. Zapata e Pavoletti? Non sono il Presidente e non sono il direttore sportivo. Gli infortuni sono delle cose che possono capitare durante l’anno. Si sta parlando dell’imponderabile. E’ successo non dobbiamo piangerci addosso”.

Redazione