Napoli sprecone, l’Eintracht ringrazia: al Maradona finisce con un pari che sa di occasione persa

Un dominio sterile che grida vendetta

Al “Maradona” va in scena una gara che il Napoli ha praticamente comandato per larghi tratti, ma senza riuscire a tradurre la supremazia in gol. Gli azzurri partono fortissimo, con un pressing asfissiante e una manovra fluida che mette più volte in crisi la difesa tedesca. Già al 6’ arriva la prima grande occasione: cross perfetto di Gutierrez per Højlund, ma il danese si scontra con Anguissa e sfuma tutto. È il preludio a un primo tempo di marca partenopea.

Elmas è ispiratissimo: al 13’ costringe Zetterer alla parata, poi serve palloni interessanti per Anguissa e McTominay, sempre in proiezione offensiva. L’Eintracht sembra in apnea per i primi 20 minuti, incapace di reagire e schiacciato nella propria metà campo. Solo qualche lampo di Gotze, subito contenuto da Lobotka e Buongiorno.

Tante occasioni, zero concretezza

Nonostante il dominio territoriale, il Napoli non trova la via del gol. Al 21’ Theate devia provvidenzialmente un colpo di testa di McTominay, mentre al 40’ Anguissa manda alle stelle un buon pallone servito da Gutierrez. Il primo tempo si chiude con una sensazione chiara: gli uomini di Calzona giocano bene ma mancano di cattiveria sotto porta.

La ripresa inizia sulla stessa falsariga: possesso palla azzurro, Eintracht chiuso e pronto a ripartire. Tuttavia, qualcosa si inceppa. L’intensità cala e le imprecisioni aumentano. Kristensen e Rrahmani finiscono sul taccuino dell’arbitro, mentre in avanti Højlund fatica a trovare spazi.

Gli errori che pesano come gol sbagliati

La svolta (in negativo) arriva nella seconda metà della ripresa. Prima, al 75’, Anguissa sciupa clamorosamente davanti alla porta dopo una grande giocata di Lang ed Elmas: il camerunese calcia malissimo, confermando la serata no sotto porta. Poi, all’82’, è McTominay a divorarsi il vantaggio, spedendo in cielo il pallone servito da un Anguissa dominante a centrocampo.

L’Eintracht prova timidamente a reagire con Knauff e Gutierrez, ma Milinkovic-Savic resta praticamente inoperoso. I cinque minuti di recupero non bastano a cambiare il destino di una partita che il Napoli avrebbe dovuto chiudere già nel primo tempo.

Amaro in bocca e tanti rimpianti

Finisce 0-0 (o comunque senza vittoria, a seconda del contesto), tra i fischi del “Maradona” e la consapevolezza di aver sprecato una grande occasione. La squadra di Calzona ha mostrato trame di gioco convincenti e un predominio tecnico evidente, ma la mancanza di lucidità e cinismo resta il vero tallone d’Achille.

Se il Napoli vuole tornare a vincere anche in Europa, dovrà imparare che il bel gioco non basta: servono concretezza, freddezza e fame.