Napoli. Rialzarsi dopo la caduta: studiare da campioni

Non si vince se non si è disposti a cadere. Il vincente non è colui che non va mai al tappeto, ma quello che ha la forza di rialzarsi per raggiungere la vittoria. Suoneranno come frasi fatte, come dei clichè formulati ad arte per giustificare una sconfitta. Invece no, ogni errore serve per migliorare e non farli più, questo è ciò che accade anche al Napoli, sconfitto ieri nella trasferta di Genova contro la Sampdoria.

UN NUOVO LOOK – Il Napoli che sarà prende man mano forma. Niente più il gioco sarrista che hanno tanto apprezzato sotto l’ombra del Vesuvio, ma una squadra con maggiore ampiezza, più verticalizzazioni e il, tanto amato dal presidente Aurelio De Laurentiis, turnover con Diawara e Verdi in campo. Forse, voglio darvi il beneficio del dubbio, Marek Hamsik poteva essere d’aiuto nella gara di ieri proprio per dare le giuste geometrie che Diawara non è stato capace di dare. Il volenteroso Verdi è ancora lontano dal ruolo interpretato da Callejon, questi alla sesta panchina da quando è a Napoli.

UNA DIFESA DA REGISTRARE – L’anno scorso un muro solido, ad oggi un muro di cartongesso facile da abbattere. La difesa degli azzurri ha incassato 6 reti in tre partite, due reti a parte (Bonaventura e Quagliarella, ndr) le altre sono arrivate da errori grossolani della retroguardia partenopea. Qui Ancelotti dovrà mettere mano a tutta la sua esperienza per ricompattare un reparto che, nella passata stagione, ha dato molte soddisfazioni.

L’INUTILE CRITICA – Prima era Karnezis, ora è Ospina, domani magari Meret. In tutte le reti subite il portiere non ha colpe, almeno questa volta, tra prodezze, deviazioni e fortune, l’estremo difensore colombiano poteva fare ben poco nelle cinque delle sei reti subite da quando difende la porta degli azzurri. Criticare alacremente ora che è appena iniziata la stagione non porta a nulla, se non ad un eventuale scoraggiamento. Ospina non è un pacco perch√© ha subito delle reti, condizione normale per un portiere, altrimenti dalle parti di Torino un certo portoghese migliore al mondo dovrebbe essere il flop del secolo.

 

Gianfranco Collaro