“Lotta, cade, si rialza e sempre vincerà” cantavano i Superobots nel 1980, il Napoli come Mazinga, che combatte, incassa il colpo, si rimette in gioco e alla fine poi vince. Gli azzurri sono una buona macchina ben governata dal proprio condottiero, non Tetsuya Tsurugi (il pilota di Mazinga) ma Carlo Ancelotti che, però, deve ancora perfezionare per evitare il finale di stagione di Sarri, un moderno Koij Kabuto, bello, frantumatore di record ma non vincente. Nonostante ciò ieri il dottor Inferno (il Milan) è stato sconfitto.
Ora bando ai parallelismi con manga del Sol Levante, oggi Napoli si sveglia per accogliere l’ultima domenica di agosto e dopo la sbornia di una vittoria sfolgorante contro il Milan, con la gioia di chi sembrava destinato a racimolare zero punti in due partite, ma invece si ritrova a punteggio pieno.
LE MOSSE VINCENTI – Volgendo uno sguardo all’incredibile serata del “San Paolo”, giusto evidenziare i momenti i cui il Napoli ha conquistato la vittoria. In primis, bloccare Higuain con una robusta marcatura ad uomo, costringendo il Pipita a giocare più lontano dall’area di rigore. Secondo: il cambio di modulo sull’1-2 con Insigne e Callejon sugli esterni di centrocampo, che ha costretto la retroguardia rossonera ad aprirsi. Terzo: mandare in campo Mertens al posto di Hamsik, per dare maggior vigore alla manovra offensiva a supporto di Milik. Quarto: inserire Diawara per Zielinski per dare il giusto equilibrio a centrocampo. Quinto: anche se può apparire ininfluente è bello vedere in campo Luperto, una sostituzione che è servita per dare maggiore copertura sulla fascia sinistra.
NON SONO NOVITA’ – Nella scorsa stagione il Napoli ha conquistato molti punti in situazioni di svantaggio. Non è vero che Milik e Mertens solo adesso giocano insieme, perchè con Sarri in situazioni di svantaggio, dove si è visto anche il cambio modulo, i due attaccanti hanno condiviso il reparto e il terreno di gioco.
L’INTELLIGENZA DEL TECNICO – Questo, con molta probabilità, non è ancora il Napoli di Ancelotti, ma lo sarà presto. Il tecnico più titolato in Europa non lo è per un caso, infatti è stato bravo a non far andar via i migliori, Jorginho a parte. I giocatori si conoscono dopo tre anni di “metodo Sarri” che possono sfruttare nei momenti di difficoltà come è accaduto proprio ieri sera. Presto si vedrà anche il cinismo ancelottiano, quello che serve per trasformarsi in conquistatore.
Gianfranco Collaro




