29 febbraio 2020 – 13 giugno 2020, dopo più di cento giorni senza calcio, a causa della pandemia da Covid-19, il Napoli è tornano a solcare il terreno di gioco dello stadio San Paolo. Un ritorno che lascia ampio spazio a diverse emozioni, in primis quello di restare incollati davanti ad una televisione, con una distrazione normalmente diversa, sperando in un risultato positivo, che poi si è verificato con il raggiungimento della finale di Coppa Italia, che vedrà avversaria la Juventus.
A PICCOLI PASSI – Una gara in discesa per l’Inter che riesce a passare in vantaggio dopo appena tre minuti con Eriksen direttamente da corner, il danese ringrazia la difesa azzurra che lascia di stucco Ospina, il quale non riesce a evitare la rete. Però, poi, le parate del colombiano sono arrivate e sono state decisive. Non è un grande Napoli, ovvio, dopo diverse settimane di inattività è anche lecito, forse i nerazzurri hanno giocato di più, forse meritavano qualcosa di più. Vero, ma la bellezza del calcio sta nel lancio lungo di Ospina per Insigne, la sgroppata del capitano in area di rigore, l’appoggio all’accorrente Mertens e la rete di quest’ultimo. Un gol che per dinamica e tempistica, non per come è stata calciata la palla, mi ha ricordato quello di Del Piero ai Mondiali del 2006 contro la Germania, altra semifinale tra l’altro. Oppure, per i più grandi, anche la sgroppata di Maradona con appoggio per Careca in Stoccarda-Napoli.
MERTENS UN PICCOLO GIGANTE – Una data da ricordare, 24 giugno 2013, giorno in cui Dries Mertens sbarca a Napoli, dopo essere stato acquistato per 9 milioni dal PSV. L’esordio in campionato è contro il Bologna due mesi più tardi, poco più di 20 minuti, recupero compreso, per il fiammingo. Il 30 ottobre è il giorno dell’inizio, quello in cui Mertens sigla la sua prima rete con gli azzurri, nel match contro la FIorentina. Fu il primo passo, la prima rete. Adesso, dopo sette stagioni sotto l’ombra del Vesuvio è arrivata la 122esima firma del folletto belga. Non una rete qualsiasi, ma quella che proietta Dries, ormai Ciro per tutti i napoletani, direttamente nella storia della napoletanità come miglior marcatore di sempre del Napoli. Chapeau Ciro, te lo sei meritato.
MISTER SIAMO CON TE – Ha fatto discutere l’arrivo di Gattuso a Napoli, dopo la negativa esperienza con Carlo Ancelotti in panchina, si pensava ad un drastico ridimensionamento, anche per gli obiettivi. Invece non è andata così. Gennaro Gattuso ha raccolto, forse, il peggior Napoli che si è espresso negli ultimi 15-16 anni. Lo ha riportato in corsa per un piazzamento europeo, salvandolo dal baratro di un’anonima Serie A. Lo ha portato in finale di Coppa Italia, eliminando Lazio e Inter, senza dimenticare il conto ancora aperto col Barcellona in Champions League. Ieri, però, è stata una gara diversa, la prima senza la sua amata sorella Francesca, “La dedico ai miei genitori, a mia sorella. Eravamo molto legati a lei e mi dispiace molto…” – dirà a fine partita. Mister, tutta Napoli è con te che sei un grande combattente, un lottatore.



