Napoli. La strana storia di Fernandez, titolarissimo con l’Argentina ma poco visto in azzurro

Ricordate Bayern-Napoli 3-2 del novembre 2011? Ebbene, quella sera, la porta di Neuer, appena arrivato dallo Shalke 04, fu due volte violata da uno statuario difensore azzurro, Federico Fernandez argentino delle provincia di Buenos Aires e già nel giro della nazionale nonostante la giovane età (è un classe ’89). Sembrava l’inizio di una nuova gerarchia nella retroguardia azzurra, sembrava si fosse accesa una stellina, l’ennesima, sull’asse Argentina-Napoli ma, purtroppo, a fine stagione non si può che appurare che si tratti dell’ennesimo “troppo giovane” dell’era Mazzarri. Col tecnico di San Vincenzo, Fernandez gioca quell’anno 16 gare di campionato (la maggior parte delle quali subentrando o nei casi di turnover estremo quando c’era da giocare la Champions), una di Coppa Italia ed due di Champions, una delle quali nella notte magica dell’Allianz Arena. Ma allora cos’è Fernandez? Un talento incompreso o l’ennesimo “pacco”? Confermato per la stagione 2012-13, Fernandez vede addirittura il campo meno di quanto non avesse fatto l’anno prima e a Gennaio, dopo due presenze in campionato, una in coppa Italia e cinque in Europa League (dove, lo scarso appeal della competizione lo rendeva uno dei titolari) viene ceduto in prestito al Getafe. L’esperienza nella Liga è positiva: El Flaco contribuisce alla salvezza della compagine madrilena (che arriverà tredicesima) giocando, da febbraio a fine campionato, 14 gare (praticamente quasi tutte) e togliendosi anche la soddisfazione di segnare un gol al Celta Vigo nel 3-1 in favore del Getafe del 17 febbraio. Fernandez è tornato? Secondo Sabella, commissario tecnico della Nazionale argentina e già suo tecnico ai tempi dell’Estudiantes campione d’Argentina, evidentemente non se n’è mai andato: dal 2011, infatti, Fede Fernandez è stabilmente nel giro della Selecciòn, di cui è il difensore centrale titolare e nella quale, in 18 presenze, riesce addirittura a siglare tre reti (tutte rigorosamente di testa, specialità della casa). Ma il magic moment quando vede i colori della sua nazionale, diventa un “moment” come gli altri quando torna in campionato: il Getafe vorrebbe riscattarlo, ma il Napoli risponde picche; meglio disfarsi dei vari Gamberini, Campagnaro, Aronica, Fideleff, Grava e Rinaudo e puntare su di lui come vice-Britos. Merito della sua esperienza internazionale, ma anche della fiducia di Benitez, che, nonostante l’abbia quasi totalmente ignorato in questo scorcio di stagione, crede in una sua esplosione. E’ quello che tutti si augurano: i nazionali argentini, per Napoli, hanno sempre un sapore particolare, un retrogusto vintage ed emozionante. A 25 anni da compiere (Fede non è più un ragazzino), il centralone azzurro è chiamato ad una prova di maturità: dovrà, quando chiamato in causa, dimostrare il suo vero valore, dimostrare che può essere protagonista anche in Serie A, com’è giusto che sia per un calciatore col suo background. Che la cura Benitez riesca a rigenerare anche lui? Sperare non costa nulla.

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