Napoli. Insigne si racconta: “L’azzurro, la mia famiglia, il mio idolo ed un sogno…”

Lo scugnizzo di Frattamaggiore, Lorenzo Insigne, ha rilasciato un’intervista esclusiva al “Guerin Sportivo” in cui si racconta a 360¬∞. “Per me esiste solo il calcio. Sono nato per giocare con un pallone. Ho fatto sempre quello nella mia vita. Napoli? Arrivai al campo con largo anticipo accompagnato dai miei genitori. Eravamo tanti ragazzi e subito fecero una selezione per formare la squadra dei Giovanissimi Nazionali. Io non fui scelto. Ci rimasi male, ma a quella bocciatura reagii nell’unico modo che conosco ancora oggi: cominciai a lavorare sodo. Ero sicuro che con l’impegno e la costanza sarei potuto arrivare in alto”.

La famiglia ed i suo modelli calcistici. “Mio padre Carmine ha lavorato per una vita in una fabbrica di scarpe. Mia mamma Patrizia è casalinga e tirare su molti figli non è un’impresa facile. Loro, però, mi hanno insegnato certi valori. Tra questi c’è quello di non mollare mai. Quando passai a giocare nella Primavera capii che c’era bisogno di aiutare a casa. E cos√¨ andai a lavorare per un periodo nel mercato di Frattamaggiore: mio cugino ha un banco. Sveglia alle sei e spesso mi ritrovavo a dormire prima degli allenamenti. Sono cresciuto con Alessandro Del Piero. Lo ammiro come calciatore e come uomo. Conservo con gelosia la maglia che mi ha fatto avere direttamente lui. Un gesto che non dimenticherò mai. Maradona? Non ho ancora la sua maglia, ma è solo questione di tempo. Uno dei miei agenti, Antonio Ottaiano, ha una maglia che Diego gli regalò l’anno del secondo Scudetto. Abbiamo fatto un patto: quella maglia un giorno sarà mia in cambio della numero 24 del Napoli col tricolore cucito sul petto”.

Scudetto e Benitez. “Il Napoli stavolta ha tutte le carte in regola per ambire allo Scudetto. Ed è giusto che noi giocatori ci crediamo fino alla fine. Ce la giocheremo con la Roma, con la Juventus, con la Fiorentina e con l’Inter. Il mister non si incazza mai! Da quando l’ho conosciuto in ritiro non l’ho mai visto nervoso, anche in momenti particolari come all’Olimpico. Preferisce spiegare con calma dove la squadra sbaglia e come si deve fare per riparare”.

I sogni nel cassetto ed il rapporto con i compagni di squadra “Io sono Insigne, Dries (Mertens, ndr) è uno dei miei compagni. Con lui ho un ottimo rapporto e non lo dico come frase fatta. Io lui e Callejon possiamo giocare in più ruoli, nessuna rivalità“Cannavaro è il nostro Capitano e, anche se sta giocando di meno, la fascia è sua. Se un giorno toccherà a me realizzerò un sogno. Mondiale? E’ un brivido, solo a pensarci mi emoziono”.

foto: sportcampania.it

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