Napoli. Il Ciuccio arriva, vince e se ne va

Napoli. Il Ciuccio arriva, vince e se ne va Riportiamo un coro che si sente spesso sugli stadi di Casertana e Avellino, che ci aiuta a sintetizzare il cammino degli azzurri. Non ci accusino i tifosi più faziosi, gelosi dei propri cori, queste semplici parole si sposano appieno con la stagione partenopea . Una frase che tradotta in numeri significa 19 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. Anche al Barbera di Palermo, gli azzurri sono arrivati, e pur non mettendo in campo il miglior gioco, hanno portato a casa il bottino pieno con il piglio della grande squadra. Napoli sulla scia della capolista, che dalla vittoria nel derby della Mole, un girone fa, ha inanellato una impressionante serie di vittorie, intervallata solo a Bologna. Numeri da record per Allegri, numeri che fanno ‘dimenticare’ Conte. Il Palermo bench√© in totale confusione, con il cambio, l’ennesimo stagionale, in panchina, poteva rivelarsi un ostacolo insidioso e letale. I rosanero però sono stati immediatamente schiacciati nella loro metacampo, e agli uomini di Novellino è stata concessa una sola palla gol, su Vasquez è stato decisivo l’intervento di Reina. Aiutato dai suoi compagni di reparto, il portiere spagnolo ha potuto poi assistere ‘comodamente’ alla partita. Da un lato il Palermo immischiato nella lotta per non retrocedere, con un presidente che sembra stia tentando in tutti i modi di affondare i siciliani, dall’altro un Napoli che dopo 10 secondi con Insigne, ha immediatamente dato una precisa direzione alla gara. Azzurri subito con il piede sull’acceleratore, perch√© non esiste avversario da sottovalutare. Lezione imparata dagli uomini di mister Sarri, dopo che nelle ultime annate, troppi erano stati i punti persi contro le cosiddette ‘piccole’. Quest’anno gli azzurri ci sono ‘cascati’ solo a Carpi e Genova sponda rossoblu, e soprattutto Bologna, ma la sconfitta al Dall’Ara, di Higuain e compagni fu figlia delle vertigini, post primato. Se è vero che si impara dagli errori, allora si può dire che il Napoli ha tratto il giusto insegnamento: ha imparato a gestire le fasi della partite, a non sottovalutare l’avversario, a restar concentrati per 90 minuti più recupero, perch√© nel calcio un episodio cambia l’economia della gara e di una stagione. Ha imparato che il cinismo può essere arma determinante, perch√© avere pietà equivale a dire “mors mea, vita tua”. La squadra scesa in campo ieri sera, non ha impressionato in quanto a brillantezza, anche perch√© Hamsik, il faro di questo Napoli, non era al cento per cento delle sue energie, causa influenza. Neanche Insigne ha espresso al meglio il suo gioco, peccando spesso nelle scelte. E’ pur vero che come dice Allan, il Napoli non ha mai sofferto. ma Sarri pretende il massimo e non lo nasconde: “Squadra un po’ leziosa perchè si divertiva a palleggiare, significa che sono sereni, ma queste partite bisogna chiuderle”. A proposito di dichiarazioni, bene fa Reina a sottolineare come sia importante proseguire il proprio percorso, senza distrazioni sui risultati altrui. I numeri parlano chiaro, impossibile non restar soddisfatti di fronte al rendimento e ai risultati di questa squadra, capace di migliorare il biennio (in particolare la seconda stagione) targato Benitez. Impressiona che i punti totalizzati alla 29¬∞giornata di quest’anno, siano già superiori a quelli messi in cascina durante l’intero scorso campionato chiuso a 63 punti. Si tratta inoltre del punteggio migliore mai raggiunto dal “Ciucciarello” nella storia della Serie A con i 3 punti. Il periodo opaco, ma soprattutto poco fortunato, sembra, ormai messo alle spalle. Gambe in spalle e rincorsa perch√© il sogno è ancora vivo.

Cristina Mariano
Pasquale Lucchese