Un altro passo falso per il Napoli, che cade 2-0 al “Renato Dall’Ara” contro un Bologna più organizzato, più concreto e soprattutto più determinato. Gli azzurri non riescono a trovare continuità di gioco, confermando un momento di evidente difficoltà nella costruzione offensiva e nella gestione delle fasi di pressione avversaria.
Un primo tempo opaco e privo di idee
La gara comincia con il Bologna che prende subito il controllo del possesso, costringendo il Napoli ad abbassarsi. Gli uomini di Conte provano a ripartire, ma la manovra è lenta e prevedibile. L’unica vera occasione azzurra arriva al 19’: Politano scappa in contropiede e serve Elmas, che conclude debolmente tra le braccia del giovane Pessina, portiere classe 2007 entrato al posto dell’infortunato Skorupski.
Per il resto, poca incisività: le trame offensive si spengono al limite dell’area, con Hojlund e gli esterni mai realmente pericolosi. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con il Bologna più vivace e un Napoli incapace di cambiare ritmo.
Ripresa da incubo: Dallinga e Lucumì puniscono gli azzurri
Al rientro in campo, il Napoli prova ad alzare il baricentro, ma paga subito una grave disattenzione difensiva. Al 50’ Cambiaghi trova spazio sulla sinistra e mette un cross teso su cui Dallinga anticipa Di Lorenzo e Rrahmani: è 1-0 Bologna.
La reazione del Napoli è timida, con qualche tentativo da fuori area e un tiro alto di Bernardeschi. Al 67’ arriva la sentenza: su calcio piazzato, Holm pesca Lucumì che di testa raddoppia, approfittando dell’ennesima marcatura morbida della retroguardia partenopea.
I cambi offensivi — Lang, Neres e Lucca — non cambiano l’inerzia del match. Il Bologna continua a pressare alto, mentre gli azzurri faticano anche nelle uscite dal basso. Nel finale, Miranda e Dallinga sfiorano il 3-0, segno di una partita ormai completamente in mano ai rossoblù.
Napoli in crisi di gioco e fiducia
La sconfitta del Dall’Ara lascia in eredità più dubbi che certezze. Il Napoli sembra lontano parente della squadra capace di dominare le partite: costruzione lenta, pochi movimenti senza palla e un pressing disordinato che spesso apre spazi per gli avversari.
Calzona dovrà lavorare su più fronti — soprattutto sulla convinzione e sull’intensità — per ritrovare una squadra capace di imporre il proprio gioco. Il Bologna, invece, continua la sua marcia con un successo meritato, frutto di organizzazione, compattezza e aggressività.
Per il Napoli, un’altra serata amara e un campanello d’allarme che non può più essere ignorato: servono idee, ritmo e carattere per rialzarsi.




