Napoli. Difesa tabù: il punto debole di una macchina quasi perfetta

Sale l’astinenza da Napoli, protrattasi più del dovuto (parliamo logicamente da un punto di vista prettamente passionale) a causa degli impegni delle varie nazionali. Da sabato, però, si riparte col campionato: c’è un Atalanta da ospitare ed un tris di vittorie da portare a casa (anche in virtù dello scontro diretto tra Juve ed Inter che potrebbe lanciare gli azzurri in solitaria). L’inizio sembra più che incoraggiante: la giostra Benitez gira che è una meraviglia, ma c’è ancora qualche meccanismo da rodare. Ci riferiamo alla difesa, apparsa non perfetta nelle uscite con Bologna e, soprattutto, Chievo.

Rivoluzione Benitez – Quello arretrato è di sicuro il settore più rivoluzionato dall’arrivo di Benitez. Rispetto all’era mazzarriana si cambia infatti nei numeri e negli uomini: via difesa a tre, ecco la linea a quattro e, soprattutto, via De Sanctis, Campagnaro e capitan Cannavaro, ecco Reina, Albiol ed il rispolverato Britos. Ma cos’è che va e, d’altra parte, cosa non va? In fase di spinta, i due terzini Maggio e soprattutto Zuniga a sinistra, riescono ad offrire ottimo apporto organico alla manovra e riescono, con la loro rapidità e l’abilità nell’uno contro uno del colombiano, a capovolgere velocemente il fronte d’azione. In fase di copertura, però, Maggio sta trovando qualche difficoltà, palesata, quando si tratta di giocare da terzino puro, anche con l’azzurro della nazionale. L’ex Samp, infatti, dà il meglio quando, coperto da tre centrali, può avanzare sulla linea dei centrocampisti in fase attiva e limitarsi al raddoppio sul centro-destra in quella passiva. Fin’ora Armero è stato poco utilizzato e non è da escludere, dati i numerosi impegni stagionali della banda Benitez, che questi possa improvvisare un duo di terzini tutto colombiano, spostando Zuniga a destra. Maggio, infatti, può giocare anche largo a destra nei tre dietro Higuain.
Caso Cannavaro, amnesie Britos – Nessuno se lo sarebbe aspettato fino a poche settimane fa, eppure Paolo Cannavaro, il miglior difensore azzurro delle ultime stagioni (a pari merito con l’ormai interista Campagnaro) è finito ai margini del progetto azzurro. Cannavaro, più libero che stopper per usare una terminologia classica, è infatti considerato da Benitez il sostituto ideale di Raul Albiol e non un possibile partner dell’ex Real, apparso in queste due gare forse il più attento del pacchetto arretrato. Secondo Benitez, il capitano non può giocare sul centro-sinistra, zona per caratteristiche più adatta al non sempre attentissimo Miguel Britos. Proprio l’ex Bologna ha evidenziato contro il Chievo dei limiti dal punto di vista dell’attenzione e della comunicazione col resto della difesa. Imbarazzante il primo gol subito a Verona per mano (ergo, piede) di Alberto Paloschi. Ottimo sui palloni aerei, Britos deve molto lavorare sui già citati limiti, onde evitare amnesie che, nell’anno della massima ambizione azzurra, possono costare punti importanti. Come a dire: per ora non ci sono stati danni, ma il problema esiste e va risolto.
Poca Fede, Fernandez – E quell’omaccione di quasi due metri? Titolare inamovibile della nazionale argentina? Arcano mistero: a Napoli, come un qualsiasi Clark Kent al cospetto della sua criptonite, diventa la copia scarsa del Fernandez argentino, perde colpi e fiducia e, quindi, il posto da titolare. A Getafe, in Liga, ha ben impressionato durante la sua breve esperienza della seconda metà della scorsa stagione, ma il Napoli ha preferito tenerlo. Che possa essere lui il rimedio fatto in casa ai crack difensivi? E poi c’è quell’Uvini, bello a Londra 2012 (con l’olimpica brasiliana), anonimo in azzurro e al Siena, ma molto simpatico da un punto di vista caratteriale (cosa che, ahinoi, ci tocca poco). Che sia questa stagione cos√¨ impegnativa da consentire un minutaggio minimo anche a lui? Domande cui solo il tempo (con il gentile aiuto di Rafa Benitez) sarà in grado di fornire risposte.
La soluzione – Non scopriamo di certo l’acqua calda ma, in caso, di mancato miglioramento del reparto arretrato, l’unica soluzione sarebbe intervenire sul mercato. Non è detto poi, che l’arrivo a gennaio di un altro “titolare” (vedi Rami o il pupillo di Benitez, Skrtel) non sia l’antipodo del clamoroso addio di Paolo Cannavaro. L’auspicio è comunque di vedere una difesa più compatta (non stiamo parlando di bocciatura, ma di evidenti dettagli negativi) già da sabato prossimo. C’è un Tanque Denis (il tipico ex) da annullare.