Ci ha fatto penare, ci ha fatto penare tantissimo. Sembrava ormai perso il buon capitano dal numero 17 stampato sulla schiena. Marek Hamsik ci ha sempre abituato ad un andamento lento, altalenante, salvo all’improvviso, tirar fuori il colpo da maestro, il colpo di genio che cambia il match.
Ultimamente sembrava convivere, come una compagna da cui non ci si riesce a staccare, con una pressione che sembrava quasi invalicabile: eguagliare il D10S del Napoli, raggiungere la storia accostandosi ad un mai dimentico Maradona. Sedici lunghe giornate per vedere il gol che valeva la storia.
Nella sfida contro il Torino, forse una delle partite più importanti della stagione, Hamsik ritrova il gol e la forma, sfiorando tra l’altro la doppietta. Ad un passa dalla leggenda, ma di diritto nella storia di un Napoli che è cresciuto assieme a lui. Insieme dalla Serie B, la prima volta insieme anche in Champions ed in Europa League.
Hamsik è a quota 115 gol con la maglia azzurra, quella sulla quale batte, una, due, tre, quattro volte ad ogni gol segnato, Un capitano silenzioso, mai fuori posto, che ha saputo prendersi le lodi e le critiche con la stessa umiltà che lo ha contraddistinto per tutta la sua carriera.
Ed è proprio uno dei suoi gol, il 115esimo ad aver permesso agli azzurri di ritornare in cima alla classifica della Serie A, dopo lo scetticismo piovuto addosso nell’ultimo mese, che non ha particolarmente sorriso al agli azzurri di Sarri.
Cristina Mariano




