Il tecnico del Napoli, Rafa Benitez, ha rilasciato una lunga intervista al “Corriere dello Sport”, analizzando il momento del team azzurro e facendo il punto sulla corsa scudetto: “Roma e Juventus sono davanti, ma il destino non è stato ancora scritto. Lo scudetto è ancora in gioco. Napoli è una città straordinaria, ricca di storia, che ti fa respirare cultura ovunque. Dal punto di vista sportivo, meravigliosa: perch√© ha un senso d’appartenenza con pochi uguali. Il mio Napoli? abbiamo fatto bene, forse benissimo. Siamo usciti dalla Champions con dodici punti, ma giocandocela con Borussia Dortmund ed Arsenal; abbiamo conquistato trentasei punti in campionato, meglio degli anni scorsi, e però siamo dietro a Juventus e Roma: per far meglio di noi, insomma, i nostri avversari hanno avuto bisogno di realizzare imprese straordinarie. Per quanto riguarda gli allenamenti, ognuno ha i propri sistemi e penso che il mio passato abbia un suo peso nelle valutazioni. C’è chi sceglie il lavoro a secco, chi invece preferisce affidarsi al pallone: non sono, comunque, correnti di pensiero, ma esperienze personali che ognuno ha maturato e che porta avanti. Alla fine, comunque, sono i risultati che cambiano i giudizi. Vincenti si nasce, ma non parlo di me. Io ossessionato dal calcio? E’ il mio lavoro, che vivo con passione. Poi il tempo, gli anni, l’esperienza, ti fanno valorizzare anche gli altri aspetti della vita. Dài importanza a ciò che magari in passato ti è sfuggito, cogli il senso intero della vita. Ma ci arrivi con gli anni. O se vai in un ospedale e osservi un bambino ammalato o se ti giri per le strade e t’accorgi del disagio di chi ha bisogno. Di un allenatore, di me in questo caso, viene spesso fuori solo l’immagine pubblica. Allenare una nazionale? Me l’hanno proposto in passato, ci ho pensato, ma mi sento ancora giovane. Formazione che sfugge persino ai calciatori? La dico pochi minuti prima della partita per non togliere motivazioni a tutti i componenti della rosa, ma non ci vedo nulla di cos√¨ strano. Il calcio del Terzo Millennio è twitter, iphone… E un allenatore deve essere attento anche a queste dinamiche, riuscendo comunque a coltivare lo spirito dello spogliatoio. Io parlo con i calciatori, nel modo che mi viene più naturale in quel momento: in maniera spesso diretta, o anche con messaggi subliminali. Saremo presenti su tre fronti e cercheremo di fare la nostra bella figura. Vero: la Juventus è dieci punti avanti e sta facendo qualcosa di sensazionale. Vero: la Roma ha cinque punti e va applaudita, perch√© ancora imbattuta e dunque è a modo suo unica. Ma lo sapete quant’è lunga una maratona?”




