Il silenzio stampa del Napoli che dura ormai da circa tre settimane, sta mettendo in seria crisi editoriale molti addetti ai lavori, che vorrebbero buttare fumo negli occhi ai tanti tifosi passionali e permalose, i quali hanno dovuto fare i conti con lo svanire del sogno scudetto e che tremano di fronte all’assedio giallorosso al secondo posto, distante ormai 2 punti.
I DUBBI DI SARRI – Negli scorsi mesi la preoccupazione, probabilmente infondata, di un addio di Maurizio Sarri, essendo vicina la scadenza per il rinnovo, aveva iniziato a fare andare in ebollizione i tifosi quanto gli addetti ai lavori, cos√¨ come i corteggiatori non tanto segreti del tecnico toscano. Con il passare dei giorni le acque si erano calmate, visto e considerato che i primi passi per far valere l’opzione di rinnovo automatico erano stati fatti. In discussione, però, c’era la possibilità di vincere lo scudetto: obiettivo mai realmente palesato dalla dirigenza, da Sarri e dai ragazzi, ma un sogno sfiorato ed al quale il Napoli si è avvicinato davvero tantissimo, per poi perderlo nelle ultime uscite in seguito al calo fisico. Il contratto proposto a Sarri, in pieno stile cinematografico, formalmente di un anno con opzione di rinnovo fino a cinque anni, ha del sorprendente nel mondo del calcio e per questo motivo i più sadici vorrebbero spargere un po’ di zizzania qua e là, mettendo in dubbio la tranquillità del tecnico, mettendo in risalto problemi di natura economica o contrattuale, cifre basse e periodo da rivedere. Arrivato tra mugugni, incertezza e disfattismi, col passare delle giornate è riuscito a far emergere le sue qualità tattiche non più tanto velate, che avevano fatto ingolosire anche Silvio Berlusconi, pronto a dargli il Milan post Inzaghi. Le tre prime tre giornate avevano fatto gioire i detrattori, 2 punti figli di un ko col Sassuolo e due pari Samp ed Empoli, sotto la lente le lacune del Napoli marcato Rafa Benitez. L’altro punto a sfavore era la mancanza di un’esperienza diretta con palcoscenici altisonanti, ma un girone di Europa League chiuso in “en plein” ha dissipato tanti dubbi sulla sua capacità di guidare una squadra ambiziosa. Maurizio Sarri a suon di punti si è guadagnato l’affetto e la fiducia della dirigenza e dei tifosi.
IL CAMMINO STAGIONALE – La cinquina rifilata ai belgi del Bruges, il poker alla Lazio e le soddisfazioni regalate al pubblico del “San Paolo” sono stati gli ingredienti per indorare la pillola, Maurizio Sarri ha impresso un’impronta molto forte sulla sua squadra, mostrando soprattutto ai miscredenti che il suo curriculum non implicava poca dimestichezza coi risultati. Gli azzurri hanno infranto diversi record della storia del club, oltre a conquistare il titolo di campioni di inverno, soffiato al fotofinish all’Inter, un ruolino di marcia mai visto prima con 10 vittorie consecutive, interrotte dal ko di Bologna. In Europa il Napoli si è qualificato ai 16esimi di finale con il record di 6 vittorie su 6 nel girone, miglior attacco e miglior difesa (soltanto 2 le reti incassate dagli azzurri).
Il girone di ritorno, iniziato con i migliori auspici ed anche ottimi risultati, ha visto gli azzurri calare gradualmente, complice probabilmente la stanchezza di interpreti onnipresenti. Il gioco di Sarri fatto di linee e concentrazione sempre alte, ritmi frenetici sin dalla difesa, ha annichilito le compagini meno organizzate, fermandosi però contro chi aveva trovato la giusta chiave. La trasferta contro la Juventus è stata lo spartiacque della stagione azzurra, il ko nel finale con un tiro deviato di Zaza ha minato animo e corpo degli azzurri, la “caduta degli dei” alla Dacia Arena, quando è venuto fuori il gap tra chi è abituato a lottare per vincere (vedi Juventus) e chi ha palesato una mentalità da provinciale. Il sogno scudetto sfumato non annulla i meriti della stagione, distribuiti egualmente a tutti gli interpreti, un gioco da molti indicato come tra i più spumeggianti che ha consacrato Higuain, vicino a battere il record personale di gol in un campionato.
TRA CHAMPIONS E MERCATO – Il finale della storia deve essere ancora scritto. Il Napoli rischia il secondo posto con una Roma che insidia: 3 giornate tutto è ancora in gioco. Sarri, però, lo ha detto ai suoi ragazzi: vuole la Champions perch√© lo meritano, perch√© gli spetta dopo gli sforzi fatti per raggiungerlo. Per questo motivo, in contrapposizioni a voci e notizie delle ultime ore, per lo più prive di fondamenta reali e tese unicamente a destabilizzare l’ambiente azzurro, Sarri va soltanto elogiato per quanto fatto finora e sostenuto fino all’ultimo istante della stagione. Per la qualificazione alla Champions League manca soltanto un punto, chiaro che sarebbe meglio accedervi dalla porta principale evitando i preliminari, per questo ci si prepara ad un’intensa sessione di mercato estiva, tanti in partenza e, si spera, altrettanti in entrata a rimpinguare la rosa azzurra. Come abbiamo analizzato nell’articolo di ieri (LEGGI QUI), iniziare a stilare una lista di nomi sarebbe prematuro, anche perch√© è necessario capire quale strada voglia imboccare la società. Sarri è propenso a comprare tasselli che possano adeguarsi subito al gioco italiano, ai suoi schemi, ecc. e su questo concorda anche il presidente De Laurentiis.
Per quel che riguarda il mercato in uscita, non sarebbe impensabile vedere con le valigie pronte Maggio o anche lo stesso Regini per far spazio ad un terzino più giovane. Chalobah dovrebbe rientrare al cospetto di Conte, che sarà la nuova guida tecnica dei blues del Chelsea, ma non è escluso che il Napoli proponga un nuovo prestito o addirittura un’offerta per acquistarlo a titolo definitivo. Le insistenti voci di mercato vorrebbero Higuain e Gabbiadini in partenza, il primo verso lidi più allettanti, il secondo per trovare maggiore spazio. Sirene di mercato ci sono anche per Koulibaly, rinato con il tecnico toscano, ma che il Napoli si privi di tutti questi pezzi eccellenti appare davvero difficile. Se si vuol seguire la logica imprenditoriale di De Laurentiis, che non ha mai svenduto, salvo qualche eccezione, i suoi gioielli, ma ha cercato di trattenerli a meno di richieste esplicite da parte degli interessati. Negli anni scorsi la frase ricorrente è stata: perch√© dovrei vendere i pezzi pregiati e rischiare di rompere il giocattolo?. Quindi, per spingersi oltre ad ipotesi più concrete è necessario attendere quanto meno la fine del campionato.
Cristina Mariano




