Ammettiamolo, non è stato un Napoli irresistibile a Bologna. Del resto, le ultime uscite contro i felsinei non avevano dato indicazioni precise: nella sfida di due anni fa, infatti, gli azzurri crollarono 3-2 sotto i colpi di Destro e Gastaldello. Match pieno di disattenzioni difensive, anche se un gran merito va attribuito ai ragazzi di Donadoni, che scesero in campo senza timore reverenziale e dubbio alcuno a differenza degli azzurri, apparsi confusi e privi di idee. Passa un anno, ma quella sconfitta ancora brucia nel cuore dei tifosi e calciatori partenopei: nella scorsa stagione finisce 1-7, a favore di un Napoli mai domo, pronto a dimostrare che, contro squadre non irresistibili, bisogna assolutamente portare punti a casa. Nessuno, incluso Sarri, sapeva che Bologna sarebbe sceso in campo ieri sera e questo timore ha condizionato, almeno in parte, il rendimento degli atleti in maglia azzurra.
Al Dall’Ara, infatti, Hamsik e soci subiscono troppo la pressione dei rossoblu non riuscendo a trovare spazi. Di rimando, i padroni di casa accelerano e guadagnano metri, ma riescono a rendersi pericolosi solo su un calcio piazzato, appena toccato da Reina sulla traversa, ad opera di un ispirato Simone Verdi. Condivisibile il turnover difensivo, anche se la prova di Chiriches non è sufficiente: troppi gli errori ed ingenuità da parte del centrale ex Tottenham, schierato per far rifiatare Albiol in vista di mercoled√¨. Il Napoli non gira, Poli e Pulgar riescono a mettere in difficoltà una mediana azzurra non dinamica rappresentata da un Marek Hamsik non ancora in condizione. Il reparto avanzato risente delle difficoltà degli altri compagni arretrati: Mertens prova ad incunearsi nelle coriacee maglie difensive avversarie mettendo in difficoltà gli avversari, senza però trovare grandi colpi. Insigne rivive l’incubo dell’ultima partita in nazionale, costretto ad arretrare il suo raggio di azione ed essendo troppo spesso anticipato. Callejon sostiene la squadra in fase di non possesso, ma non sono molti i palloni giocabili. Il Napoli subisce, il Bologna ci crede. I padroni di casa vogliono fare la partita ai danni di un Napoli non brillante. Ma è nel secondo tempo che si verifica un cambiamento importante.
Troppo spesso nelle passate stagioni si è detto: Il Napoli gioca bene, diverte e convince però, quando non è brillante, non porta a casa il risultato. Troppe volte si è guardato alla Juve non solo come prima rivale, ma anche come modello, come team che può vincere anche non sciorinando una condizione o un gioco spumeggiante. Il risultato di ieri è il fulgido esempio di un Napoli più maturo: in uno dei momenti bui del match parte un lancio verso il secondo palo. Lo stesso lancio che, da qualche anno a questa parte, fa esultare i sostenitori azzurri ancora prima che la palla vada in porta. Il Napoli subisce, non gioca benissimo ma quella palla spedita con cos√¨ tanta precisione in area testimonia che il Napoli, seppur in difficoltà, stia riuscendo a cacciare il coniglio dal cilindro non rinunciando ai suoi colpi più letali. Il prosieguo dell’azione, beh, è scontato: taglia Callejon e non c’è scampo per portiere e difensore avversario. Il resto del match è tutto in discesa, il Bologna si disunisce e Pulgar commette più di una sciocchezza. La tensione ora non esiste più, ed il Napoli gioca da Napoli: il gol di Zielinski è un capolavoro, degno del Napoli dei giorni migliori.
Vero, gli azzurri non sono scesi bene in campo ed hanno faticato a sbloccare la gara non mostrando il consueto bel gioco ma nonostante tutto hanno tenuto botta portando a casa i tre punti. E se potesse diventare una speranza tutto questo? La speranza di un Napoli finalmente maturo che, quando l’avversario diventa ostico, non perde la testa ma continua pazientemente fino a quando non trova la rete? Questo match può essere l’inizio di un percorso di maturazione per un team che sa quando essere meno bello ma pragmatico e cinico. Del resto l’avversario era il Bologna, una compagine che, come già detto, non è un avversario cos√¨ prevedibile. Si potrà raggiungere la giusta commistione fra estetica e pragmatismo, fra il dovere di vincere ma anche il piacere di un gioco fresco ed impeccabile? Il Napoli vuole farsi trovare pronto, per rispondere alla grande a questa domanda.
Antonio De Rosa




