Stagione 1979/1980, un’annata particolare per la squadra guidata da mister Montefusco. Infatti fu la stagione della promozione dalla Serie C2 alla Serie C1. Una squadra composta, tra gli altri, da Facas, Iannucci, Facciorusso, Vulpiani, ma soprattutto Renato Oteri. La Paganese arrivò al secondo posto del girone D, dietro il Cosenza a quota 45 punti. Gli azzurrostellati erano ad un punto di distanza, arrivando alla promozione.
Il roccioso difensore messinese ripercorre in esclusiva per la nostra redazione quell’anno in cui la Paganese venne promossa.
“Rispetto all’annata precedente erano cambiati nove undicesimi di squadra –esordisce- e io ero uno di quelli. L’ambiente era fantastico, ci hanno sempre sostenuto. Il pubblico è sempre stato il 12¬∞ uomo in campo. Era importantissimo e lo è stato per tutto il campionato perchè ci ha spinto verso la vittoria. Società, squadra e pubblico era un tutt’uno. In quell’annata c’era Montefusco in panchina e Torre alla Presidenza. Come ho detto –continua– mi sento ancora con qualcuno di loro, proprio pochi giorni fa ho sentito Gian Claudio -il riferimento a Iannucci- e questa è la parte più bella del calcio, i legami che si instaurano fuori dal campo. Non sei solo il giocatore di una squadra, ma si creano forti legami di amicizia”. Durante quella stagione la squadra si riuniva settimanalmente a casa di Iannucci: “In realtà era a casa del padre della moglie di Iannucci -precisa facendo trapelare divertimento- era diventata una cosa scaramantica”.
La Paganese ha avuto dei momenti difficili in quell’annata, dopo un filotto di risultati utili si stava rischiando una crisi, poi scongiurata. Ma qual è stata la partita della svolta? “Paganese-Messina è sicuramente una partita che mi ha lasciato tanto dentro. Stavamo perdendo a casa contro i giallorossi, ma nel secondo tempo siamo riusciti a rimontare e a portare il risultato a casa. Quella partita è stata la svolta. Abbiamo rischiato di entrare in crisi, ma grazie alla vittoria è cambiato tutto e abbiamo raccolto una serie di risultati positivi. E’ stata la partita decisiva per la promozione ed il secondo posto”.
Una battuta conclusiva: “Fu un anno fantastico. Lo ricordo con piacere ogni volta che sento qualcuno dei miei ex compagni di squadra. Fra tutte le squadre in cui ho giocato, la Paganese è quella che mi è rimasta nel cuore. Il pubblico mi ha regalato tanto affetto e lo fa anche adesso tramite Facebook. Era entrato in gioco il fattore umano. Sono molto legato a questi colori e spero di riuscire a tornare presto a Pagani per vedere giocare la Paganese al Marcello Torre, di persona”.
Cristina Mariano




