Maria Teresa de Filippis la prima donna a gareggiare in Formula uno tutta made in Napoli

Il motorsport ha una storia longeva e al giorno d’oggi è uno degli sport più seguiti al mondo. Quando si parla di formula uno ci viene da pensare ad Enzo Ferrari, Ayrton Senna, Tazio Nuvolari e tantissimi altri piloti, ma vi siete mai chiesti se c’è mai stata una quota rosa in questo sport?

Ebbene la risposta è sì! Una storia tutta da raccontare è quella di Maria Teresa de Filippis prima pilota donna nella storia della Formula uno. Nata a Napoli nel 1926 e soprannominata “piloto” per il suo fisico gracilino ma pieno di grinta e determinazione, una donna che non si è mai arresa davanti ai pregiudizi dei suoi colleghi uomini, inizia a gareggiare in età adulta, a circa 22 anni spinta dai suoi fratelli a partecipare alla corsa in salita Salerno-Cava dei Tirreni dove con la sua Fiat 500 riuscì a vincere la gara. Negli anni successivi gareggiò anche con una Urania, dominando gli avversari della sua categoria, la de Filippis però ebbe non pochi problemi con tutti questi successi e iniziava a dare fastidio come se essere sconfitti da una donna fosse uno scandalo e iniziò a subire ingiustizie come al Giro di Sicilia del 1950 dove corse per undici ore sotto la pioggia concludendo al 4° posto, per poi venir squalificata perché la sua vettura in partenza era stata messa in moto a spinta, tre anni dopo debuttò nella categoria 1100 su una Osca firmata dai fratelli Maserati, sul Circuito di Avellino. Su quella Osca ottenne otto vittorie di classe su 22 gare disputate , quattro secondi e due terzi posti ma nonostante ciò non riuscì a vincere mai il campionato italiano. Dopo aver sofferto tanto per inseguire il suo sogno nel 1958 divenne realtà, diventa pilota titolare di Formula 1 e compra personalmente una Maserati 250 F, appartenuta a Scarlatti Campione del mondo dell’anno precedente. Negli altri cinque Gran Premi della stagione non si qualificò a Monte Carlo, fu decima in Belgio, si ritirò per incidente in Portogallo e a Monza, a sei giri dal termine, le si ruppe il motore mentre era in quinta posizione, unico pilota italiano rimasto in gara. La sua iscrizione al Gran Premio di Francia non fu accettata perché donna. Ciò che però l’ha spinta ad abbandonare le corse non fu il sessismo bensì un incidente, non suo però; era Il 1° agosto del 1958 sul circuito dell’Avus, perse la vita il suo amico Berha in maniera tragica, dove il cedimento del supporto della sua Porsche lo fecero andare in testa coda per poi schiantarlo su una bandiera che lo sbalzó in aria per poi schiantarsi al suolo, morì sul colpo. La de Filippis non ha mai superato quel lutto e così decise di ritirarsi definitivamente ma non ha mai abbandonato la sua passione infatti qualche decennio dopo diventa socio onorario del British Racing Driver’s Club; membro del Comitato d’onore della Mille Miglia.

Una storia davvero toccante quella di Maria Teresa de Filippis una donna esempio di forza di volontà e determinazione perché ha creduto in un sogno, nonostante i suoi colleghi abbiano fatto di tutto affinché finisse di gareggiare ha comunque scritto una pagina della storia della Formula uno e conservato tanti successi.

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