La Maddalonese scomparirà, o comunque cambierà nome e sede. Ormai è ufficiale e ad annunciarlo ci pensa proprio la società granata tramite una lettera firmata dalla famiglia Aveta.
“Dopo tre anni intensi pieni di gioie e dolori, soddisfazioni e delusioni, abbiamo deciso di lasciare la città di Maddaloni. Una scelta, per quanto se ne dica, sofferta è maturata soltanto nelle ultime ore perch√© al di là di quello che è il calcio, ciò che si era creato almeno da parte nostra era un legame fortissimo nato sulla base di sentimenti veri senza alcun interesse e secondo fine. Legame che nonostante le difficoltà e l’essere soli ci ha portato a fare tanti sacrifici economici e non e di nessuno di essi ci pentiamo, anzi rifaremmo dal primo all’ultimo perch√© ognuno è stato fatto con il cuore e se anche qualche scelta può esser stata non azzeccata la felicità e la gioia di quelle poche persone che ci hanno capito e voluto bene hanno ripagato tutto. E sappiamo in fondo che le parole di qualcuno di loro dopo che abbiamo comunicato la decisione sono dettate soltanto dalla rabbia del momento. Almeno ci auguriamo. Anche perchè qualsiasi decisione verrà presa ci sarà sempre chi ti capirà e chi ti criticherà.
Non abbiamo mai preso nessuno in giro, mai fatto nulla per interessi lavorativi o secondi fini, abbiamo avuto sempre fin troppa trasparenza nei confronti di chi tutt’ora pensiamo se la meriti perch√© insieme a noi ha fatto sacrifici. Ma purtroppo nella vita bisogna fare delle scelte e questa era quella da prendere. La vita è una e non si può vivere di rimpianti. E’ giusto anche che chi fa i sacrifici possa voler sognare e poter crescere, perch√© il calcio è e deve essere una passione, un motivo di distrazione e non un ulteriore stress in aggiunto a quello che il lavoro e la vita privata può portare. E purtroppo per ora a Maddaloni non poteva essere cos√¨. Per ora e per chissà quanto altro tempo…Un ringraziamento speciale va a chi c’è stato davvero vicino e ci ha dato una mano nel portare avanti un sogno togliendo tempo a famiglia e lavoro, pochi ma buoni e il pensiero va a loro soltanto, dai tifosi ad Innocenzo Lombardi che come noi hanno sofferto e gioito senza alcun interesse e soltanto con il cuore. Non sappiamo ancora dove andremo e cosa faremo, nulla è deciso, ma per il momento vogliamo solo augurarci che quanto prima Maddaloni e le persone che abbiamo conosciuto abbiano ciò che si meritano, perch√© ogni cosa e ogni scelta, se fatta con il cuore, non è mai un errore.
A presto”
Tante righe, ma nelle quali non si comprende appieno la motivazione dell’addio. I sospetti, però riconducono ad un solo motivo: lo stadio Cappuccini. Infatti, anche da quanto si evince dalla replica degli ultras (Le strutture da gioco sono le medesime da quando hai assunto la carica ed hai innalzato gli scudi dinanzi ad una amministrazione eletta da poche ore, ndr), restano pochi dubbi. Il Cappuccini, infatti, ancora in terra battuta e quindi non idoneo ai requisiti richiesti dalla LND per l’ammissione in Serie D, salvo una deroga, non permette ampio spazio d’azione per chi vorrebbe crescere e calpestare i campi di categorie superiori.
Un sospetto e una serie di rumors viaggiano da diverse settimane e portano dritti a Santa Maria Capua Vetere. Nonostante le smentite del patron nerazzurro Gaetano Signore, la piazza sammaritana sembra quella in pole position per ospitare il titolo della Maddalonese, che appena due anni fa era proprio del Gladiator.
I prossimi giorni saranno decisivi per capire cosa succederà.
Cristina Mariano




