È stato un Andrea Langella a tutto tondo quello che ha rilasciato una lunga ed interessante intervista al quotidiano Metropolis. Uno dei principali temi toccati dal patron della Juve Stabia è stata l’idea presentata dalla Figc legata alla ripresa dei tornei in maniera scaglionata, ossia, prima la A, poi la B e infine la C: “Se arrivasse il parere positivo della commissione medica sarei contento di chiudere il campionato. Non sono contrario alla ripresa, la nostalgia della gara, dello stadio e dei ragazzi è inarrestabile, ma tutto deve andare nel verso giusto. Siamo come un auto di lusso che ha bisogno di una revisione. Che succede se un calciatore risulta positivo? Si manda in quarantena tutta la squadra? Siamo davanti a un nemico invisibile, che nel mondo ha già fatto milioni di contagi e ci tengo a tutelare la salute dei miei calciatori. Protocollo stilato dai medici sportivi? Ci sarà un protocollo, con tamponi, esami sierologici e altro. Si provvederà alla sanificazione dei locali e dei luoghi di allenamento e si giocherebbe a porte chiuse. Sono spese ingenti e di questo ne abbiamo discusso in Lega, ma la Federazione sembra essere sorda alle nostre richieste. Ad oggi la Federazione continua a chiedere che ci sia il prospetto P/A (indicazione del rapporto patrimonio netto contabile\attivo patrimoniale, ndr). Ma come si fa a ricapitalizzare una società di calcio se dovremmo farlo prima con le nostre aziende, dove abbiamo dipendenti in cassa integrazione? Il Governo sicuramente non aiuterà il calcio perché deve pensare alla
Nazione, quindi la Federazione deve aiutarci. Lo scenario è surreale e devastante. Ci sono tanti sponsor che non stanno pagando o che hanno avvisato che non potranno provvedere ai pagamenti. Avremo mancati introiti, visto che si giocherà a porte chiuse se si riprenderà. Si dovrà ragionare sugli abbonamenti, in tal senso stiamo pensando se restituire la parte non usufruita o fare sconto sulla prossima”.
Sulla questione relativa al taglio degli stipendi: “Con molta trasparenza devo dire che dai calciatori della Juve Stabia è arrivata una grande apertura. Ci hanno scritto, dimostrando la loro disponibilità a venirci incontro. Affronteremo problema tra qualche settimana, fermo restando che c’è una linea comune decisa da tutti i club di serie B”.
Sul grande connubio tra la Juve Stabia e la città di Castellammare: “Mi reputo un figlio di Stabia, basti pensare che la mia prima barca era al porto di Castellammare. Ho sempre avuto i colori gialloblù nel sangue. Con questo tsunami noi che possiamo dare qualcosa dobbiamo farlo. Il primo pensiero lo abbiamo rivolto agli eroi che stanno lottando col Covid-19, tra cui quelli del San Leonardo a cui abbiamo donato mascherine e igienizzanti. Poi ne abbiamo donate altre alle forze dell’ordine del territorio. Con sponsor e imprenditori amici stiamo cercando altre mascherine e igienizzanti per fare ulteriore donazione”.




