Secondo quanto riportato da Metropolis, la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla cessione del 100% delle quote della Juve Stabia dal fondo americano Solmate all’imprenditore Francesco Agnello, che ha acquisito il club — attualmente in corsa per i playoff di Serie B — per la cifra simbolica di un solo euro. Quella che fino a poco fa era considerata una voce di corridoio è oggi, riporta Metropolis, un’ipotesi investigativa concreta: esiste un piano per mandare in bancarotta la Juve Stabia.
La cronologia di un’operazione lampo
La rapidità con cui si è consumata la cessione è al centro dei sospetti degli investigatori. Secondo la ricostruzione di Metropolis, ecco i passaggi chiave:
- 9 aprile: Marco Santori, CEO di Solmate, affida il mandato per la cessione agli avvocati Edoardo Fratini e Alberto Picece dello studio BonelliErede di Roma.
- 17 aprile: Appena otto giorni dopo, viene firmata davanti al notaio Guglielmo Siniscalchi di Lariano la cessione del 100% delle quote alla Stabia Capital di Francesco Agnello, al prezzo di un euro.
La cessione — sempre secondo Metropolis — è avvenuta nel bel mezzo di un avvicendamento al vertice societario: dopo le dimissioni silenziose di Fabio Scacciavillani, è tornato in sella l’ex presidente esecutivo del CdA, Filippo Polcino, che è stato tra i primi a essere ascoltato dagli investigatori.
Il nodo dell’amministrazione giudiziaria
Come ricostruisce Metropolis, tutti questi movimenti si sono verificati mentre il club era sotto amministrazione giudiziaria, disposta dal Tribunale di Napoli a seguito delle inchieste della Direzione Investigativa Antimafia sul possibile condizionamento della camorra nella gestione societaria. I professionisti inviati dal Tribunale avevano formalmente chiesto di essere informati su eventuali avvicendamenti societari: appelli rimasti del tutto inascoltati.
Proprio su questo punto si concentra uno degli interrogativi più delicati dell’inchiesta, secondo quanto riferisce Metropolis: i professionisti che hanno gestito la cessione erano a conoscenza di un eventuale piano per portare la società al fallimento? E se sì, lo hanno comunicato agli amministratori giudiziari e al Tribunale prima di concludere l’operazione? Gli investigatori hanno acquisito tutti gli atti ufficiali relativi alla vendita e hanno avviato una serie di audizioni.
Il caso Brera Holding e i dubbi di mercato
Un ulteriore fronte, segnala Metropolis, riguarda Brera Holding, la società quotata in Borsa che al momento dell’acquisizione delle quote dai precedenti azionisti aveva garantito supporto finanziario alla Juve Stabia. La successiva decisione di cedere il club a un solo euro solleva un’ulteriore domanda: un’operazione di questo tipo, da parte di una società quotata, avrebbe dovuto essere comunicata al mercato?
La preoccupazione della tifoseria
Mentre le indagini proseguono, riporta Metropolis, cresce l’allarme tra i tifosi delle Vespe. Il timore è quello di vedersi sottratta, attraverso manovre opache, una squadra che sul campo ha conquistato la salvezza in Serie B e che adesso sogna la promozione in Serie A attraverso i playoff — traguardo raggiunto per il secondo anno consecutivo. Una società che, grazie al lavoro congiunto dell’Antimafia e del Tribunale di Napoli, era stata bonificata da qualsiasi contatto con la criminalità organizzata. Il silenzio di Francesco Agnello e le numerose omissioni nei confronti del Tribunale alimentano, conclude Metropolis, il timore che quel lavoro possa essere vanificato.




