Il Napoli arriva a San Siro ma lascia a casa il proprio orgoglio e il proprio carattere. Gli azzurri arrivano in quel di Milano, ma lasciano che l’Inter si trastulli giocando forse la miglior partita della sua stagione. All’attivo il bottino dei partenopei lontano dal San Paolo si sta impoverendo e a conti fatti questo è per gli azzurri è il terzo scontro diretto del girone di ritorno che non viene centrato. Dopo il pareggio con la Fiorentina e la sconfitta contro la Juventus, ora anche con l’Inter a sorridere sono gli avversari.
Sarri opta per qualche cambio: rientrano Koulibaly e Allan, ma dà un turno di riposo a Ghoula che viene sostituito da Strinic. Il resto della formazione è confermata, fatta eccezione per lo squalificato Higuain che lascia spazio a Gabbiadini. L’Inter risponde con il 4-2-3-1, con Icardi a comandare l’attacco con il tridente slavo Perisic, Jovetic e Brozovic a accompagnarlo. Medel e Kongdombia nella mediana. Retroguardia affidata a D’Ambrosio, Nagatomo sulle fasce, Murillo e Miranda centrali.
IL MATCH ‚Äì La partita è subito in discesa per l’Inter, che con Icardi si porta in vantaggio. Posizione viziata da fuorigioco millimetrico, ma aleggia un’ombra di responsabilità dei due centrali Albiol e Koulibaly che non coprono bene sull’argentino. Reazione del Napoli, che per gran parte del primo tempo fa la partita, ma crea pericoli sono in un paio di occasioni grazie alle staffilate di Hamsik ed Allan deviate da Handanovic in corner. Partita dura e con molti scontri fisici. La squadra di Mancini chiude gli spazi al Napoli, che prova ad affidarsi agli inserimenti di Callejon, puntualmente fermato dal terzino giapponese. Dal lato opposto è D’Ambrosio a mettere i bastoni tra le ruote a Insigne, che a sua volta non disdegna di imbottigliarsi nel traffico nerazzurro. Nel finale della prima frazione di gioco il Biscione torna a strisciare nei pressi della trequarti napoletana, dove a turno Perisic, Icardi, Jovetic e Brozovic provano a imbucare la porta di Reina per il raddoppio. Proprio quest’ultimo negli ultimi giri di lancette trova il gol che porta la squadra di casa sul 2 a 0. Il croato imbeccato da Icardi si beve la leggera marcatura di Koulibaly. Azione fotocopia del primo gol: l’ex Samp riceve e controlla la palla al volo con un tocco magistrale, ma a differenza della prima marcatura, questa volta con un leggero suggerimento di esterno serve il compagno che con un pallonetto supera il portiere spagnolo. Altra reazione degli azzurri, con Sarri che sbraita in panchina per la pochezza difensiva dei due centrali, ma al riposo si va con i due gol di vantaggio per l’Inter.
Nella ripresa, primi cinque minuti di illusione: il Napoli sembra voler accelerare per tentare il ribaltone, ma con il passare dei minuti si perde in balia della prestazione interista. Poco Napoli e tanta Inter. Sarri corre ai ripari inserendo Mertens per Insigne e Ghoulam per Strinic, ma le sorti della partita non cambiano, come non cambia l’inerzia del gioco napoletano. Gli undici in campo macinano gioco creando oltre il 60% di possesso palla, ma il tutto è sterile. Neanche Reina è in serata e lo dimostra l’occasione dell’Inter di andare sul 3 a 0. Parata dello spagnolo, ma al contatto col terreno perde palla. Koulibaly salva con una capocciata che manda in corner il tiro di Icardi. Le facce degli azzurri racconta la partita. Il Napoli è remissivo per quasi tutto il secondo tempo e l’unica vera occasione degli uomini di Sarri la crea Callejon con un tiro-cross che si spegne comunque sul fondo. A mordere le caviglie degli avversari sono solo Hamsik e Mertens che alla prima palla toccata fa tremare la difesa del biscione. Poi anche il belga si perde nell’oblio di San Siro. Bruttissima la prestazione, bruttissimo il secondo tempo nel quale l’Inter si impegna più a gestire che ad attaccare. Poche le occasioni per entrambe le squadre. Al 94¬∞ cala il sipario. Napoli può andare a -9, la Juventus sta diventando un opaco miraggio sulla strada per lo scudetto.
Cristina Mariano




