A pochi giorni dall’esordio in campionato al San Paolo, Gonzalo Higuain ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “Sono qui da poco, ma il mio modo di essere non ha subito grandi variazioni. Sto conoscendo la città e la tifo¬≠seria, che è molto calorosa. Sono convinto che qui farò un’esperienza molto importante: so¬≠cietà, allenatore e squadra sono di livel¬≠lo”.
Con l’arrivo del Pipita i tifosi già sognano il tricolore:
“Certo, nello scudetto dobbiamo credere, siamo competitivi e possiamo sognare nono¬≠stante la serie A sia difficilissima. Partendo dalla Juve che ha fatto capire le proprie intenzioni vincendo largamente la Supercoppa. Anche il Milan è messo bene, ha discrete individualità. Una su tutte, Balotelli, ovviamente. Nell’insieme, pe¬≠rò, sono convinto che se facciamo le cose per bene, possiamo vincere”.
L’arrivo a Napoli, due i motivi del suo approdo in azzurro: “Il presidente è stato molto im¬≠portante, mi ha convinto subito e mi è piaciuto molto il suo progetto. Qui, c’è una gran voglia di vincere, lo scudetto manca da tantissimo tempo. E mi piacerebbe se dopo Maradona fossi proprio io a festeggiarlo con la gente di Napoli. So quanto Diego ami i napole¬≠tani e che cosa abbia rappresentato per que¬≠sta città. Confesso che dentro di me avverto una sensazione particolare quando penso che lui qui ha giocato per 7 anni”.
Sfida a distanza con un altro argentino, Carlitos Tevez: “No, nessun confronto personale. Con lui ho un buon rapporto, è un grande giocatore. Ma io guardo a me stesso, a quello che dovrò fare per il Napoli in modo da poter confermare il posto in nazionale”.
Il Napoli torna in Champions, Higuain fissa l’obiettivo per l’Europa che conta: “Difficile dirlo. Gli avversari sono di livello internazionale, ma la squadra è stata attrezzata per reggere il confronto anche in Champions. Real Madrid subito? Magari! Sarebbe sfizioso batterlo. E lo dico senza rancore. Da l√¨ sono voluto anda¬≠re via io, perch√© ho bisogno di giocare con continuità e a Madrid non mi è stato possibile farlo. Quando è iniziata la trattativa col Napoli, Ancelotti ha provato in tutti i modi a convincermi, a farmi restare. Ma io avevo già deciso e ho trovato il progetto del Napoli più interessante di altri che mi sono stati pre¬≠sentati”.
L’eredità, pesante, del Matador: “Lui è andato via e sarà ricordato per i tanti gol segnati. Io sono qui e vorrei entrare nella storia del club come Maradona, perch√© il mio unico obiettivo è vincere. In ogni modo, eviterei confronti e paragoni, non servono. Ognuno di noi è consapevole delle proprie qualità e di quello che può dare. E io sono certo che a questo Napoli darò tanto”.
Gli ultimi tre anni a Madrid trascorsi sotto la guida di Mou: “Mi ha migliorato nel carattere e nell’aggres¬≠sività, ma a me non piaceva giocare una partita si e l’altra no. A giugno c’è il Mondiale e io vo¬≠glio continuità. Comunque, resta uno dei più grandi tecnici della storia del calcio”.
Una stagione anche con Capello appena arrivo al Real: “Con lui sono stato appena un anno, mi ha dato fiducia e mi ha fatto giocare quando ero ancora un ragazzino. Anche lui ha dimostrato di essere un vincente”.
Higuain e il fattore Benitez: “√à una delle ragioni per cui sono qui. Mi ha parlato, spiegato che insieme avremmo potuto fare grandi cose. Le sue parole mi hanno con¬≠vinto, cos√¨ come è stato importante nella mia scelta la carriera che ha avuto e tutto quello che ha vinto”.
In Nazionale con Messi, al Real con Ronaldo: “Sono dei fuoriclasse, al di là delle classifi¬≠che di merito. Io sono stato orgoglioso di aver giocato con Ronaldo e con Messi, che ritrovo in nazionale e spero d’incontrare ancora a lungo. Di Maradona dico soltanto che è stato un gran¬≠de privilegio, per me, averlo conosciuto ed es¬≠sere stato alle sue dipendenze”.
Scudetto al Napoli e mondiale all’Argentina: “Niente male. Ma non precorriamo i tempi, al Mondiale manca un anno e dobbiamo anco¬≠ra qualificarci. Arriviamoci prima e poi sono certo che lo giocheremo a grandi livelli”.
Chiosa finale sull’incontro con Papa Francesco: “Posso parlare per me, perch√© ciascuno ha il suo punto di vista. Io cerco di essere una perso¬≠na normale, mi piace far conoscere anche la persona. Capisco pure che non sempre può es¬≠sere cos√¨, che in campo è difficile trattenere l’istinto. Però, le parole del Papa dovrebbero farci riflettere e renderci più umani”.



