La cittadina ai piedi dei Monti Lattari è una giostra di colori, le strade si tingono di giallo e blu, le tinte del vessillo della SSC Real Gragnano, la squadra della città della Pasta che ha conosciuto un nuovo percorso sportivo grazie al presidente Franco Minopoli. Tra i pochi a credere nella rinascita della realtà sportiva, acquisendo il titolo del Ristor Lettere e disputando la stagione nel girone C di Prima Categoria, Una partenza falsata, il cambio di allenatore e qualche nuovo innesto per ripartire verso la vetta, si finisce secondi dietro il rullo compressore Santa Maria La Carità. Ma i leoni gialloblu non demordono e conquistano la promozione attraverso i playoff, battendo in finale il Teora con un risultato roboante. Intanto la questione stadio rappresenta ad oggi un argomento spinoso, le partite casalinghe sono state disputate nella vicina Casola di Napoli, in attesa del ritorno in terra natia. Un ostacolo che non frena la passione dei tanti tifosi, ulteriore arma in più verso il successo, ai nostri microfoni spazia tra passato e futuro il patron del Gragnano.
Dal futsal al calcio, tre anni e tre promozioni, quale segreto per questo ‘Re Mida’?
L’arma segreta è un mix di dedizione, passione, serietà, organizzazione e scelta di persone giuste e ultima, ma non per importanza, una piccola dose di ‚Äòfortuna’ che non guasta mai
Successo conquistato al termine di un lungo percorso, culminato con la straordinaria vittoria in finale playoff col Teora, quante gioie e sofferenze per raggiungere l’obiettivo?
Molteplici sono state le gioie ma anche diversi dolori‚Ķ Non è stato facile in quanto ho dovuto ricreare dal nulla una realtà, partendo dalla scelta del tecnico, dal gruppo di calciatori, dirigenti e magazzinieri. Mettere tante unità insieme non è mai semplice, ancor più difficile creare il legame per remare tutti nella stessa direzione, ma ci siamo riusciti.
Un inizio in chiaroscuro, per cui si sono lasciati per strada punti importanti a beneficio del San Maria La Carità, quando c’è stato il cambio di rotta?
La scossa credo sia stata dettata da Savino Martone, un vero capitano che ha coeso il gruppo per poi dare una grossa mano anche in campo, di pari passo alla bravura tecnica e al carisma di mister Scarica.
Venerd√¨ festa promozione per chiudere l’annata. Qualche ringraziamento e qualche ‘sassolino’ da inviare?
Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato attivamente, contribuendo con il loro apporto a raggiungere il sogno promozione. Il “sassolino” è per chi inizialmente non ha creduto nella realtà nascente e, soprattutto, in me, ma ora è tempo di festeggiare. Le nostre porte sono aperte a chi vuole sostenere seriamente i colori gragnanesi, spero in un allargamento societario che garantisca sempre più continuità al progetto. Credo fermamente che lo sport e la squadra possano essere da volano per la rinascita e lo sviluppo economico della nostra amata città di Gragnano. Il mio appello è rivolto a tutti gli appassionati, imprenditori e politici, affinchè possano partecipare tutti nelle loro possibilità alla storia gragnanese, la società è oggi presieduta da me, ma appartiene a tutto il popolo gragnanese.
Il mercato freme, la prossima stagione del Gragnano è già alle porte, quali ambizioni?
Al momento i pensieri sono rivolti all’organizzazione della festa, seppur qualche idea già la stiamo valutando. Nella prossima stagione affronteremo una categoria nuova, la affronteremo con l’umiltà e la serietà di sempre, rispettando tutti ma senza timore alcuno. Mercato? Sono abituato a tirare le somme a fine campionato, perciò prima valuteremo e poi faremo innesti. Dopo gli ottimi risultati negli ultimi tre anni dovrà essere coniato un nuovo motto: c’è tre senza quattro!




