Gli immortali del calcio. Il Re Leone Aruta: criniera imbiancata, ma non appannata

La crisalide è l’immagine della vecchiaia. Vegeta, è secca, è intorpidita ma vivrà. Ed è proprio in questo sonno e in questa immobilità passeggera che si formano le ali che porteranno all’immortalità.
(Sophie Swetchine)

Da Seneca a Goethe, da Schopenhauer a Platone, passando per Freud e Nietzsche. Filosofi, scrittori, teologi si sono cimentati a vario titolo nel tema dell’immortalità, senza mai trovare una reale risposta. Probabilmente la verità è che ogni concezione di immortalità è relativa al vissuto di ognuno. Ogni persona è nel suo piccolo immortale e al tempo stesso mortale per qualcuno o per se stesso. Ma senza protrarci in uno spirituale studio dell’immortalità proviamo a portare quest’ultima nella quotidianità , in questo caso nello sport. Utilizziamo il concetto di immortalità come iperbole per approfondire e raccontare alcuni esempi di calciatori ancora attivi, nonostante abbiamo superato i 30 anni, in alcuni casi anche i 40.

Sossio Aruta, meglio conosciuto nel mondo del calcio come il Re Leone, è ormai alla soglia degli 50 anni, ma non ha nessuna intenzione di appendere le scarpette al chiodo. Il calciatore, attaccante classe ’70, è alla ricerca del record di marcature. Attualmente a quota 367 gol in carriera rincorre quota 400. A gennaio 2020, infatti, ha deciso di accasarsi al Mesagne, squadra militante nel campionato di Prima Categoria, girone C, in Puglia.

Aruta ha una lunga carriera alle spalle, che ormai è nota sia per il numero di gol siglati, sia per la fama del personaggio che ha bazzicato anche programmi televisivi, da Campioni, in cui giocava con la maglia del Cervia, a Uomini e Donne, dove ha conosciuto l’attuale compagna, a Temptation Island. Insomma un personaggio noto e ricordato per varie vicissitudini, tra cui la lunga squalifica ai tempi del Frosinone.

Sossio Aruta, nonostante l’età, resta un elemento importante per il reparto avanzato di ogni squadra, non più brillante come una volta, ma certamente con cecchino sotto porta. Ancora a digiuno con la maglia del Mesagne, ma il suo trascorso anticipa la sua qualità. Ha solcato i campi di quasi tutte le categorie italiane fatta eccezione per la Serie A e la Terza Categoria. Ha esordito e segnato in Europa League, ma non n Champions, riuscendo tra l’altro a giocare nel massimo campionato dello Stato di San Marino.

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Una lunga militanza con la maglia del Taranto, con cui ha conquistato anche la promozione in Serie C2, è rimasto nel cuore dei tifosi del Savoia, dove ha giocato per due stagioni, non consecutive. Dopo l’esperienza con la Torrese, squadra che non si è iscritta al campionato in questa stagione, ha indossato le maglia di Grottaglie e Cittadella Potenza. In quest’ultima ha siglato tre gol.

Ora, come detto, il Mesagne per provare l’assalto alla quota 400.