Dieci trionfi in dodici anni e un’altra impresa da raccontare: Francesco Farina porta il Gladiator in Serie D battendo il Taranto.
Editoriale di Francesco Nettuno
Una promozione che sa di impresa, di coraggio e di programmazione. Il Gladiator è ufficialmente in Serie D dopo aver completato un percorso playoff straordinario, culminato con la clamorosa vittoria per 1-2 sul campo del Taranto nella finale di ritorno disputata allo stadio “Italia” di Massafra.
Dopo lo 0-0 dell’andata, erano in pochi a credere che la formazione nerazzurra potesse espugnare un impianto gremito in ogni ordine di posto e piegare una squadra costruita per il salto di categoria. Il Taranto arrivava all’appuntamento con tutte le certezze del caso, sostenuto da un pubblico eccezionale e convinto di poter festeggiare il ritorno in Serie D davanti ai propri tifosi.
Dall’altra parte, però, c’era un Gladiator che aveva già dimostrato di non voler recitare il ruolo della comparsa. Una squadra orgogliosa, compatta e determinata a giocarsi fino in fondo una promozione che soltanto pochi mesi fa sembrava quasi impensabile. Soprattutto, sulla panchina sammaritana sedeva un allenatore abituato a vincere e a sovvertire i pronostici: Francesco Farina.
La gara di Massafra è stata difficile, intensa e per lunghi tratti favorevole ai rossoblù dal punto di vista del gioco. Eppure il tecnico casertano ha saputo leggere ogni momento della partita con la lucidità dei grandi allenatori. Ha scelto gli uomini giusti, ha preparato la sfida nei minimi dettagli e ha trasmesso ai suoi la convinzione di poter colpire al momento opportuno.
Il Gladiator ha saputo attendere, soffrire e approfittare delle occasioni con cinismo, trasformando un pomeriggio che sembrava destinato alla festa tarantina in un trionfo nerazzurro destinato a rimanere nella storia del club. Un percorso straordinario iniziato dal terzo posto nel Girone A di Eccellenza Campania e proseguito con le vittorie contro Boys Caivanese, Matese e infine Taranto.
Al di là delle polemiche del post gara e dello spiacevole episodio che ha coinvolto il calciatore Loiodice, ciò che resta è soprattutto la grandezza dell’impresa sportiva compiuta dal Gladiator e dal suo condottiero.
Per Francesco Farina questa promozione rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una carriera semplicemente straordinaria. In dodici anni il tecnico ha conquistato 10 successi, dimostrando una capacità unica nel trasformare le squadre sia dal punto di vista tecnico che mentale. Più volte chiamato a risolvere situazioni complicate, ha sempre trovato il modo di riportare entusiasmo, identità e risultati.
Negli ultimi anni il suo palmarès si è arricchito ulteriormente con il memorabile triplete conquistato con il Barletta, grazie alla vittoria del campionato, della Coppa Italia Dilettanti Puglia e della Coppa Italia Dilettanti Nazionale. Successivamente sono arrivati campionato e coppa con la Sarnese, il titolo conquistato con l’Heraclea e adesso questa incredibile promozione ottenuta contro un Taranto che quasi non contemplava l’idea della sconfitta.
Numeri impressionanti che spiegano perfettamente perché ormai Farina venga definito lo “Special One” dei dilettanti. Un soprannome che non nasce dal caso, ma da una lunga serie di imprese costruite sul campo. Ovunque sia andato, il tecnico casertano è riuscito a lasciare il segno, vincendo con i favori del pronostico ma soprattutto contro ogni previsione.
La promozione del Gladiator porta la sua firma in modo evidente. È il successo di una squadra che non ha mai smesso di credere nei propri mezzi e di un allenatore che continua a riscrivere la propria leggenda. Ancora una volta Francesco Farina ha dimostrato che nel calcio non sempre vince chi parte favorito, ma spesso chi sa prepararsi meglio, resistere alle difficoltà e cogliere l’attimo decisivo.
Da Aversa a Massafra, passando per tre turni playoff durissimi, il Gladiator ha compiuto un’autentica impresa. E ancora una volta, sulla panchina della squadra vincente, c’era Francesco Farina.




