Dopo un avvio piú che ottimo, con la strada verso i play-off che sembrava spianata a febbraio, l’Acerrana pian piano ha perso i colpi terminando la stagione con un bel voto in pagella ma senza agguantare gli spareggi per la serie D. “È stata un’annata particolare, sono cambiati tanti giocatori, molte cose lungo il tragitto sono state modificate e alla fine abbiamo pagato i cambiamenti non riuscendo a qualificarci ai play-off – ha detto Gismondo Gatta, l’esperto centrocampista che ha militato negli ultimi due anni per gli acerrani.”
Due annate importanti per l’ex Pomigliano ed altre, ma: “Dopo due anni voglio ringraziare tutto il contesto, ma vorrei provare nuove esperienze. Adesso sono aperto a nuovi spiragli, ad ascoltare nuove proposte. Ovviamente mi alleno ma si sa, gli obiettivi contano e io voglio farlo per un obiettivo”.
Per il classe 1981 – ha compiuto 41 anni a maggio – sono stati due anni molto intensi: “Fortunatamente il fisico riesce a sostenermi bene, tant’è che sono riuscito a giocare tutte le partite della stagione, sfoderando sempre buone prestazioni. D’altro canto credo di aver dato veramente tutto me stesso per questa realtá e per la maglia che ha un gran pubblico. Peccato non aver raggiunto gli spareggi quest’anno e la serie D l’anno scorso in finale contro il San Giorgio, sarebbe stata la giusta ricompensa per gli sforzi fatti e per, personalemente, l’impegno e il cuore che c’ho messo”.
In ultimo, data la sua esperienza, abbiamo parlato del calcio giovanile di oggi e dei tanti ragazzi che passano in secondo piano una volta passata l’età under: “La regola per gli under è sicuramente da migliorare. Ma a mancare sono anche le competenze, con i tanti addetti ai lavori che si fanno sopraffarre dagli interessi. I giovani devono essere visti come un tesoro per il futuro e non un messo lasciapassare. Alla fine, adesso, il commissario tecnico Mancini ha dato un grande esempio con Zerbin e non solo: deve andare lui a prenderli nelle giovanili, perchè nelle prime squadre non giocano.”




