Giada Franco si racconta a SportCampania: la sua carriera tra Italia e la consacrazione all’estero nella patria del rugby

Dopo Canna, abbiamo ascoltato un’altra eccellenza del movimento rugbistico italiano. Stiamo parlando di Giada Franco, classe 96, terza linea ala salernitana cresciuta a Baronissi. Dopo le prime esperienze a Salerno e Benevento, si consacra a Colorno, in Emilia Romagna che le permette di esordire anche in Nazionale. Da qui il grande passo verso la Nazione dove il rugby è molto di più che un semplice sport: l’Inghilterra.

Giada com’è nata questa passione per il rugby? In Italia non è molto diffuso, soprattutto tra le donne.

“Partiamo dal presupposto che ho sempre amato lo sport in generale e per questo ne ho provati di diversi. Quando frequentavo il liceo ho aderito ad un progetto che la scuola aveva in essere con il Salerno Rugby. Da lì ho iniziato a giocare e ad innamorarmi di questo sport. Non so onestamente come sia nata la passione, so solo dire per certo che non ho mai più smesso di amare il rugby da allora”.

Un amore con questo sport sbocciato in adolescenza. Ci parli del tuo cammino che ti ha portata a giocare fino a Londra?

“Ci tengo a precisare che non sono una professionista, come tutte noi rugbiste in Italia. Il mio percorso è stato molto bello e in crescendo. Dopo l’esperienza a Salerno, mi sono spostata a Benevento dove ho giocato il campionato di serie A. Dopo tre anni purtroppo la squadra per vari motivi si è sciolta e mi sono trasferita in Emilia al rugby Colorno, dove siamo arrivate a vincere il campionato italiano. Durante la mia esperienza nel parmense ho esordito con la Nazionale nel Sei Nazioni. Dopo tre anni si è conclusa l’esperienza con il Colorno e ho deciso di fare questa esperienza all’estero, trasferendomi qui a Londra a giocare con l’Harlequin Ladies”.

Analizziamo il momento dell’Italrugby, partendo porprio dall’ultimo Sei Nazioni Femminile poi fermato per le ragioni che ormai conosciamo dell’emergenza mondiale coronavirus.

“Abbiamo disputato solo le prime due gare con Galles e Francia. Siamo partite bene in una difficile trasferta in terra gallese, riuscendo a portare a casa la vittoria, anche se non abbiamo espresso il nostro miglior gioco. La seconda trasferta in Francia è stata molto più dura: eravamo a conoscenza della forza della squadra francese e anche se ci sono tanti aspetti positivi da prendere in considerazione dopo quella gara, siamo consapevoli che dobbiamo ancora lavorare tanto come squadra per avvicinarci al livello delle altre Nazioni, Francia e Inghilterra su tutte che sono quasi sempre tra le prime del torneo”.

La nazionale più ostica che hai affrontato fin ora qual è stata?

“Fino ad ora credo che la squadra più difficile da affrontare sia stata l’Inghilterra, hanno tanta fisicità e ritmo, difficili da difendere e da attaccare. Non a caso sono loro che hanno il maggior numero di vittorie nel torneo.”

Raccontaci il tuo trasferimento all’estero con l’Harlequin Ladies. Cosa ti ha portato ad entrare proprio in questa società?

“L’ISC Sport Consulting è una società che si occupa di gestire i contatti degli atleti e tramite loro sono arrivata alla squadra londinese. Trasferirsi è stato un passo bello grande, diciamo pure una svolta per la mia carriera. Ho trovato una gran bella società, molto organizzata e una squadra con tante giocatrici forti. Posso dire che sono soddisfatta a posteriori della scelta che ho fatto.”

Che differenza puoi notare tra Italia e Inghilterra per quanto riguarda il rugby?

“In Inghilterra è uno sport molto più seguito rispetto all’Italia. Mio rammarico devo ammettere che da noi siamo ancora un po’ indietro su questo aspetto. Probabilmente la cosa che più mi ha colpito è il numero di ragazze che giocano qui a rugby, molte di più rispetto che da noi. Questo è un aspetto importante che mette in evidenza soprattutto la qualità negli allenamenti e nel gioco. Inoltre le strutture e i campi sono molto diffusi rispetto all’Italia.”

Parliamo un attimo di futuro e della situazione che sta attanagliando il mondo intero. Che ripercussioni avrà a tuo avviso sul rugby?

Stiamo vivendo una situazione di emergenza senza eguali. Io sono in Inghilterra, sono rimasta qui appena iniziata la quarantena,La situazione ovviamente non è delle migliori, ma guardando il lato positivo ne approfitto per studiare e allenarmi a casa, qui ho attrezzature e un campo a due passi. Il rugby credo che saprà risollevarsi e sinceramente spero faccia da traino per riemergere da questa difficile situazione che tutto il mondo sta vivendo.”

Foto Rugby meet

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