Genoa-Napoli 0-2, le pagelle del match

Il Napoli soffre, controlla e infine vince con i cambi di Allegri battendo 0-2 il Genoa nell’anticipo della prima giornata. Il Genoa parte meglio, con la miglior occasione da gol nata da un errore di Meret, poi la squadra di Allegri cresce senza però rendersi pericolosa. Nella ripresa i ritmi calano ulteriormente, ma sono i cambi di Allegri a decidere il match: Vergara serve l’assist a De Bruyne per il vantaggio e poi segna il raddoppio.

GENOA

Bijlow 6 — Nel primo tempo lavora poco, se non su un tiro lento che comunque gestisce con qualche indecisione di troppo; nella costruzione dal basso c’è ancora del lavoro da fare.

Marcandalli 6 — È forse il meno preciso della linea difensiva, quello che perde più spesso il proprio avversario diretto, anche se alla fine non commette errori gravi.

Ostigard 7 — Anticipa costantemente Hojlund con un pressing quasi feroce, tanto che il danese si ritrova più volte ad allargare le braccia sconsolato: da grande ex avrebbe potuto soffrire l’emozione, invece nel primo tempo gioca da corazziere. (dal 66′ Otoa 5. — si lascia scavalcare troppo facilmente da De Bruyne in occasione del primo gol e per il resto delude).

Vasquez 6,5 — Ogni volta che il Napoli prova ad affacciarsi dalle sue parti e sembra che la retroguardia genoana possa vacillare, ci pensa lui, con l’esperienza di chi certe serate le ha già vissute, a rimettere ordine. (90’ Zulevic S.V.)

Norton-Cuffy 5,5 — Ci aveva abituati a scatti decisamente più esplosivi e invece fatica: quando il pallone arriva dalle sue parti non attacca mai lo spazio, preferendo ripiegare all’indietro.

Frendrup 6,5 — Dopo una stagione passata a difendersi dalle critiche per un rendimento apparso in calo, riparte con una prova a tutto campo, pressando così in alto da trasformarsi quasi in un attaccante aggiunto.

Amorim 6 — Resta sempre al centro della manovra genoana, nel bene e nel male: parte fortissimo con un paio di aperture di qualità, poi si spegne nella parte centrale del primo tempo salvo poi tornare a brillare. (dal 75’ Sow S.V.)

Ellertsson 5 — Il peggiore dei suoi, soprattutto nella prima frazione: non si fa mai trovare libero e, quando viene servito, non prova mai a saltare l’uomo.

Baldanzi 5,5 — Chiamato a un ruolo che ancora non sente suo, prova comunque a inventare qualcosa con giocate di fino che non sempre gli riescono, ma il potenziale di crescita resta evidente. (dal 66′ Messias 6 — porta un paio di sgroppate delle sue, meglio di chi lo ha preceduto in campo).

Vitinha 6 — Si prende sulle spalle l’unica vera occasione del Genoa nel primo tempo con un tiro di poco a lato, e per il resto lotta senza sosta contro i centrali del Napoli.

Colombo 6 — Fa da riferimento avanzato e viene spesso cercato palla a terra, riuscendo quasi sempre a proteggerla, ma in area viene servito troppo poco perché possa incidere davvero. (Dal 75’ Meichtray S.V.)

All. De Rossi 6,5 — Il suo Genoa parte fortissimo e per un tempo intero fa la partita: capisce che il pubblico è dalla sua parte e usa quella spinta, con il coraggio di affrontare il Napoli a viso aperto — un epilogo che, viste le premesse, il suo undici non meritava.

NAPOLI

Meret 5 — Combina un pasticcio da matita blu regalando palla a Vitinha con un passaggio sbagliato che consente all’avversario di calciare verso la porta, e anche in altre circostanze mette in ansia i propri difensori.

Di Lorenzo 5,5 — In fase difensiva non si può rimproverargli granché, ma ogni volta che si proietta in avanti sbaglia sistematicamente la misura dell’ultimo passaggio, persino dentro l’area avversaria.

Rrahmani 6 — Tiene bene Colombo, lasciandogli il possesso ma mai la possibilità di girarsi e guadagnare campo, salvo poi incassare un colpo che forse condiziona il resto della sua partita.

Marin 6 — Non è semplice tornare titolare in una squadra come il Napoli, ma pur nato da un’emergenza in difesa se la cava bene, senza pasticci evidenti e mantenendo la linea con i compagni. (Dal 78’ Olivera S.V.)

Spinazzola 6 — Come Di Lorenzo dall’altra parte, non spinge quanto ci si aspetterebbe, complice il fatto di doversi occupare soprattutto della fase difensiva.

Anguissa 5,5 — In difficoltà senza appello: lui che ci ha abituati a grandi progressioni palla al piede è costretto a restare basso, e questo gli impedisce di esprimere il suo miglior calcio. (dal 67′ De Bruyne 7 — entra e mette in campo tutta la sua classe ed esperienza, sbloccando una gara complicatissima in combutta con Vergara).

Lobotka 6,5 — Il più battagliero di tutto il centrocampo, quantomeno il più ordinato: è quello che sbaglia meno rispetto ai compagni di reparto.

McTominay 5 — Evanescente per tutto il primo tempo, viene oscurato dai centrocampisti genoani e non si fa mai vedere — anche se con un baricentro squadra così basso sarebbe complicato per chiunque.

Alisson 6,5 — Il migliore dei suoi nella prima frazione: ogni volta che riceve palla sembra poter accendere la scintilla, ed è lui a firmare l’unica occasione azzurra dei primi 45′ con un tiro fuori di poco. (dal 66′ Noa Lang 5,5 — fa peggio di chi lo ha preceduto, dando poco alla squadra).

Hojlund 5 — Ostigard lo tallona senza tregua e lui soffre tantissimo la marcatura, arrivando ad allargare le braccia sconsolato — ma la responsabilità è anche sua, incapace di staccarsi mai dal suo marcatore.  (dal 78’ Lucca S.V.)

Politano 5,5 — Fatica come tutti i compagni di reparto e non riesce mai a puntare l’uomo, con l’aggravante di un giallo evitabile rimediato per un fallo poco sensato. (dal 67′ Vergara 7 — devastante: serve di tacco l’assist a De Bruyne per l’1-0, poi raddoppia lui stesso trovandosi al posto giusto al momento giusto davanti alla porta quasi vuota)

All. Allegri 6 — Si intravede già la sua impronta sul Napoli, per ora in negativo: baricentro basso, ripartenze, un gioco che latita. I due gol nel finale migliorano il giudizio solo perché nascono da due suoi cambi azzeccati, ma di lavoro da fare ce n’è ancora tanto.