“Fuori dalla mischia” Mariagrazia Cioffi si racconta, dagli esordi a Benevento alla consacrazione come nuova Assistant Coach del Rugby Colorno

Ritorna la nostra rubrica dedicata al rugby “Fuori dalla mischia”. Inauguriamo il mese di settembre con un’intervista ad un’altra giovane atleta del mondo del rugby femminile nata a Benevento; Mariagrazia Cioffi ex trequartista classe ’89, è cresciuta nel Rugby Benevento per poi approdare in campi internazionali con l’Italdonne fino ad oggi dove da poco è diventata Assistant Coach del Rugby Colorno. Un’intervista a 360 gradi sulla passione che ha portato la Cioffi a calcare i campi di rugby più importanti al mondo.

 

Mariagrazia, com’è nata la passione per il rugby?                                                                                  La passione per questo sport nasce dalla mia famiglia, mio padre ha giocato a rugby per anni a Benevento e anche in altre società in Italia, ha trasmesso a tutti noi l’amore per questo sport, con i miei fratelli possiamo dire di essere cresciuti sul campo da rugby.

 

Com’è stato lasciare la tua casa dove sei nata e cresciuta come giocatrice per approdare poi al Colorno. Cosa ti ha portato alle furie rosse?                                                                      Lasciare il posto dove sono cresciuta non è stato facile soprattutto lasciare la mia famiglia, visto il forte legame che ci unisce.La scelta è stata dovuta al fatto che il rugby Benevento ha preferito eliminare la squadra femminile, e non avendo la possibilità di continuare a giocare per il mio club ho approfittato della proposta del rugby Colorno, che si era già interessato a me negli anni precedenti, ho pensato che fosse un occasione unica visto come si stava organizzando il club sul movimento femminile.

 

In una carriera così intensa c’è un episodio che a ricordarlo ancora oggi ti emoziona?

In una carriera così lunga è difficile trovare solo una cosa te ne elenco qualcuna :

A livello di club metto sicuramente alla pari l’arrivo in semifinale con il Benevento rugby e le mie compagne storiche con le quali avevamo costruito la squadra dalla basi, e la vittoria dello scudetto con le Furie Rosse. A livello internazionale , il mio esordio in Nazionale e la prima vittoria contro la Francia al sei nazioni femminile.

 

Già hai avuto una breve esperienza da allenatrice a Benevento, ora sei Assistant Coach al Colorno. Com’è stato il passaggio giocatrice – allenatrice soprattutto in un’età giovane come la tua?

La mia esperienza a Benevento da allenatrice è stata un po’ falsata dal fatto che ero molto centrata sul giocare. La scelta di passare da giocatrice ad allenatrice è stata legata al fatto che lo scorso anno ero incinta di mia figlia che è nata a dicembre e mi ha allontanato dal campo giocato, durante questo periodo ho capito che come giocatrice avevo raggiunto molti traguardi e che i vari “acciacchi” stavano venendo fuori dopo questo periodo di inattività, quindi ho colto l’occasione di questa nuova sfida nella quale sono molto motivata a fare bene e crescere.

 

Come sarai come allenatrice, e soprattutto come sarà allenare le tue fino a poco tempo fa, colleghe?

Nel mio ruolo cercherò di trasmettere la mia esperienza alle giovani della squadra e supportare le veterane per migliorarsi ancora. Le ragazze mi hanno sempre visto come una guida in campo, quindi questo passaggio ad allenatrice per loro non sarà così difficile da accettare.

 

Quali saranno gli obiettivi del Colorno quest’anno dopo un anno troncato dal corona virus?

Gli obiettivi per quest’anno sono sicuramente fare in modo che le ragazze giovani diventino consistenti nel gioco e che si riesca ad esprimere un buon movimento divertente, se riusciremo ad arrivare a questo non mancheranno sicuramente anche i risultati positivi.

 

Ultima domanda, hai giocato in Nazionale per tanti anni, ti chiedo come sarà la conclusione dei recuperi dell’Italdonne al Sei Nazioni dal tuo punto di vista e se un giorno sogni di entrare a far parte dello staff tecnico azzurro.

La conclusione del Sei nazioni non sarà delle più facili dopo questo periodo di inattività dove non tutte le ragazze hanno ripreso gli allenamenti a pieno con i club, in più il forte delle ragazze in Nazionale viene dalle continuità durante il torneo dove prendono confidenza una con l’altra e con il gioco richiesto da Di Giandomenico.In generale però il gruppo è forte e con degli elementi di qualità quindi possiamo aspettarci delle ottime prestazioni nonostante le difficoltà. Per quanto riguarda me un giorno in Nazionale, ti posso dire che come da giocatrice gli obiettivi sono alti, io cercherò di impegnarmi al massimo e vedremo nel tempo che occasioni usciranno fuori.