“Fatti non foste a viver in codesta categoria…”. La Divina Commedia di un campionato a singhiozzi

Driin. Driin. La chiamata dell’Usca di Mantova ai colleghi di Eboli ha il suono greve delle notizie da mandare in malora, la comunicazione è lapidaria: “Secondo le analisi sussiste la positività di un calciatore del Mantova… (omissis n.d.r.), il quale ha partecipato all’incontro di venerdì sera ad Eboli, per cui bisogna applicare protocollo sanitario et cetera…”. Da lì un continuo balzello tra comunicazione ai tesserati e annessi. Prenotazione tamponi molecolari per tutti i presenti. Ulteriore sanificazione delle strutture. Un vero e proprio girone infernale!

LUME V’E’ DATO A BENE E A MALIZIA… – A questo punto la domanda nasce spontanea: come si appronta una trasferta senza accertarsi di tutti i parametri necessari di questi tempi? Premessa doverosa, l’atleta in questione non ha alcuna colpa, piuttosto si deve valutare il dolo causato altresì dalla società mantovana. Inoltre, ad oggi dal Saviatesta Mantova non è giunto alcun contatto, nessuna informazione in merito all’evento, ma solo ed esclusivamente attraverso l’ufficio ASL Salerno di Eboli, che ha ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del Centro ATS Val Padana e pertanto ci ha informato di quanto accaduto.

L’AMOR CHE MOVE IL CORE…
 – Non si vive solo di passione, uno sport è alimentato dall’entusiasmo ma deve rispettare delle regole, ecco le parole di Gaetano Di Domenico, presidente della Feldi Eboli: “Cosa significa essere in Serie A se non dai merito ad un percorso fatto sul campo. Gioie e dolori, sconfitte e vittorie, quelle che bene o male tutti noi attraversiamo nella quotidianità e che si sono riflesse nel percorso sportivo. Appartenere ad una categoria non è una questione dinastica, non si nasce in Serie A ma ci si arriva. Una crescita aziendale vera e propria, con atleti e staff da supportare e sopportare, la dirigenza tutta con il presidente a capo ha degli obblighi, che vanno dall’organizzazione di una seduta di allenamento all’ottemperanza dei rimborsi. Un corollario di eventi che hanno delle responsabilità oggettive e penali, come gli adempimenti CoViD-19 a cui la società deve attenersi, non solo per un protocollo ma anche per un’etica morale e civica”. Così tuona il patron delle volpi che prosegue: Noi chiederemo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, di fare chiarezza sull’episodio. Noi società siamo artefici e protagonisti di questa disciplina, ancor più in serie A dove rappresentiamo l’apice di questo sport, invece pare che molti siano bravi solo ad urlare agli arbitri se e quando c’è un errore, oppure facendo strali attraverso i social o altri media per vestirsi più da tifosi che da presidenti. Se questa è la Serie A del futsal, con rammarico devo prenderne atto e urlare il mio diniego. NON CI STO!”.

PIU’ E’ TACER CHE RAGIONAR ONESTO… – Un passaggio dovuto anche su quello che è il protocollo da rispettare per le gare casalinghe: Siamo tutti orfani del nostro pubblico, chi conosce Eboli e il territorio sa quanto ci manca.  Tutti noi abbiamo rinunciato ai nostri tifosi, ai palazzetti pieni, anche in trasferta, all’entusiasmo di un abbraccio durante una gara, per opportune esigenze contro un virus invisibile, tuttavia avvengono ancora delle scelleratezze. A questo punto devo credere che per molti l’obiettivo sia esclusivamente quello di depennare un’altra gara dal calendario, dimenticando o volendo dimenticare le regole, senza badare a responsabilità fondamentali che vanno oltre la sfera personale o comune di una società, ma ledono la credibilità di tutta la massima serie. Ripeto, se a molti può andar bene alla Feldi Eboli tutta non va giù questo modo di fare, vorrà dire che ne discuterò nelle sedi opportune e valuterò il futuro, scegliendo se sia doveroso o meno farsi da parte per tutelare la nostra di credibilità”.

ufficio stampa Feldi Eboli