F1. Ayrton Senna da Silva, il ricordo a 20 anni dalla scomparsa del pilota brasiliano

1994-2014. 20 anni dalla scomparsa di Ayrton Senna, 20 anni dalla perdita di un grande fuoriclasse, un campione che aveva la capacità di definire perfettamente quale fosse la strategia delle gomme da utilizzare per vincere la gara, soprattutto sulle piste bagnate.

Dal 1 al 4 maggio presso l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, a Imola, è stato organizzato il Ayrton Senna Tribute 1994/2014 per onorare la memoria di due grandi piloti nel panorama ‚Äòmotori’: Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. Tutta la scuderia Ferrari sarà presente alla commemorazione, oltre ad alcuni piloti come Raikkonen, de La Rosa, Badoer e, ovviamente, Alonso che si è ‚Äòspogliato’ di ogni vincolo sportivo per confidare un ricordo della sua infanzia: Quando andavo a scuola sul mio diario non avevo la foto di una ragazza, ero troppo giovane, ma avevo Ayrton, di cui avevo un grande poster in camera. La sua morte fu un momento molto triste.

Sul circuito di Santerno sarà presente inoltre la Ferrari 2013 per dare la possibilità agli appassionati di cimentarsi in simulazioni di pit-stop, oltre a diverse attività e manifestazioni come commemorazione dei due campioni. L’evento, inaugurato dalla nipote del brasiliano Senna, Paula Senna Lalli, vedrà la partecipazione anche di una delle colonne portanti della Ferrari vincente: Jean Todt.

Una carriera ampiamente ricca di trofei: dalla Toleman nel 1984, alla Lotus nel 1988, per approdare alla McLaren con cui restò per 5 anni. Fu nel 1994 che Senna passò alla Williams e dopo il terzo gran premio la sua abilità fu stroncata dall’incidente mortale, quando il piantone dello sterzo cedette e a nulla valse la frenata di Ayrton. Ci sono voluti 3 titoli di Campione del Mondo, 80 presenze sul podio e 41 vittorie per ridurre gli incidenti in F1. Dalla tragica scomparsa infatti furono effettuati diversi controlli e la curva del Tamburello, galeotta e maledetta, divenne una chicane.

Quel week-end sembrava essere già predestinato. L’incidente di Barrichello e la morte del compagno Roland Ratzemberger, alla curva Villeneuve, avevo tediato Senna a rinunciare alla gara. Ma era caparbio e portò con s√© la bandiera austriaca per sventolarla, in caso di vittoria, in onore dell’amico deceduto poco prima. Ayrton non arrivò a sventagliarla e alle 14.17, a 300 km/h, la sua monoposto perse il controllo. I soccorsi immediati e il trasferimento in ospedale furono inutili. Alle 18.40 il mondo si bloccò davanti alla notizia della sua morte. E intanto la sorella Viviane ancora non perdona: Tutti sono colpevoli per la morte di Ayrton e Ratzenberger, perch√© è stata necessaria la loro morte perch√© si prendessero in F.1 le misure di sicurezza che ci sarebbero dovute essere anche prima [‚Ķ]Perdonare? In realtà non fa oramai nessuna differenza. Ayrton non è più qui.

Elena Cuomo

 

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