Europa League. Porto-Napoli 1-0. Martinez di giustezza, azzurri troppo spreconi. Le pagelle

Dopo aver raccolto il massimo col minimo sforzo in quel del San Paolo con la Roma di Garc√¨a, il Napoli si arrende ad un buon Porto. I lusitani si aggiudicano cos√¨ l’andata del “do Dragao” di Oporto, riuscendo a bucare gli azzurri con Martinez proprio nel miglior momento dei partenopei. Tra sette giorni return match in quel del San Paolo: la qualificazione non è ancora compromessa. Ecco le pagelle di Hamsik e compagni:

Reina 6.5: Bravissimo su Jackson Martinez ad inizio gara e Fernando nella ripresa non è ineccepibile sugli sviluppi del gol poi (ingiustamente) annullato ad Eduardo. Un piccolissimo neo sull’ennesima prestazione da leader, da vera star della retroguardia. Speriamo resti azzurro anche nelle prossime stagioni: uno come lui toglie parecchie castagne dal fuoco.

Reveillere 6: Patisce meno di quanto avremmo immaginato le svolazzate di Quaresma e Varela. Ci mette quel pizzico d’esperienza internazionale che, in serate come questa, possono bastare a portare a casa una prestazione dignitosa.
Britos 7: Sceso in campo nella diffidenza generale, l’ex Bologna gioca una delle sue migliori gare da quando è al Napoli. Sbaglia qualche appoggio e non è il massimo della precisione nei lanci lunghi, ma quando c’è da contrastare è a dir poco perfetto per tempismo e sicurezza. Poi, su Quintero, la dea bendata gli fa l’occhiolino.
Albiol 6: Impreciso su una testata che poteva valere lo 0-1, senza sbavature al fianco di un incredibile Britos.
Ghoulam 6: Mezzo voto in meno perch√© il suo colpo di testa volto a spazzare l’area azzurra è colpevolmente indirizzato al centro della stessa dove, come un condor, è appostato Martinez che fulmina Reina ed Hamsik sulla linea. Per il resto gara di buona personalità: deve crescere ma i mezzi ci sono tutti.
Henrique 5.5: Apprezzabile per la duttilità, meno per ritmo e qualità. Trotterella, stop. Troppo poco. Non è il carnefice della serata storta (specie se analizzata in ottica risultato) dei suoi, ma non riesce a fare da collante tra difesa e ‘zona fantasisti’.
Behrami 6: Quantità allo stato puro, ma senza un metronomo al suo fianco i limiti tecnici vengono inevitabilmente a galla.
Callejon 6.5: Getta alle ortiche qualche piazzato di troppo, ma quando cerca l’imbucata giusta raramente è banale. Higuain avrebbe potuto sfruttare meglio le sue invenzioni. Esce esausto, encomiabile come ogni qualvolta vesta la casacca azzurra (o come spesso accade, gialla). Dal 79′ Pandev 6: In dieci minuti sfrutta la sua qualità (al momento non dispone di altre armi) per inventarsi qualcosa. Zapata, però, non è abbastanza reattivo.
Hamsik 5.5: Alterna momenti di isolamento a lampi di genio. Nel momento migliore del Napoli imbastisce le tre trame offensive che sarebbero potute valere il gol del vantaggio ma, proprio quando gli azzurri parevano vicini alla rete, ecco il graffio di Martinez (ed in quell’occasione, proprio lui, appostato sulla linea di porta, cicca il salvataggio della disperazione). Dopo quel momento, lo slovacco smette di macinare idee ed esce nervoso. Dal 74′ Mertens sv: E’ raramente nel vivo del gioco, ma quando succede mette in mostra un ottimo stato fisico. Forse anticipare la sua entrata avrebbe fruttato qualcosina in più alla serata degli azzurri ad Oporto.
Insigne 6: Senza infamia e senza lode. Giochicchia e talvolta inventa, senza comunque mai trovare la giocata ‘da differenza’.
Higuain 5: Uno dei peggiori in campo. E la cosa fa più rabbia se, a macchiarsi di una prestazione un po’ cos√¨, è uno con la sua (immensa) qualità. Sprecone ed a volte egoista, fosse stato in giornata, con le occasioni che ha avuto, staremmo qui a parlare di un’altra partita per tutto il collettivo azzurro. Dall’83’ Zapata 5.5: Entra subito in gara, ma la mira e la freddezza non sono delle migliori.
All. Benitez 6: La stessa fortuna che domenica scorsa ha aiutato i suoi ‘prodi’ nella sfida alla Roma, stasera ricorda ai napoletani che, come si suol dire, la ruota gira. Martinez colpisce nel momento migliore degli azzurri: peccato. La qualificazione, comunque, non è compromessa: servirà un gran Napoli anche tra sette giorni al San Paolo.