Eccellenza. Girone B: San Tommaso perfetto, Scafatese da rivedere, le pagelle della stagione

Terminato il campionato regolamentare arriva il momento per le squadre di proiettarsi verso il post season o verso la prossima stagione. A compimento della stagione 2018/2019, quindi, e sulla base di quanto fatto e ottenuto dalle squadre e dalle società è tempo di stilare le pagelle di fine stagione.

AGROPOLI

  • Società 9: Quello dell’Agropoli non è stato certamente un campionato semplice. Domenico Cerruti, infatti, ha dovuto fare i conti con una passione assopita per la solitudine tipica dei numeri uno. La possibilità di andare via e lasciar l’Agropoli al suo destino, poi la rinascita, la nuova società e l’ennesimo smacco di un campionato tra il dentro e fuori dalla Serie D. Ad agosto il primo mercato, l’arrivo di Esposito, qualche movimento con le incertezze. A settembre un campionato ritardato e la conclusione del mercato. Un buon mercato, ritoccato per migliorarsi, gli arrivi di pedine importanti come Tandara, Manzillo, Mautone ed altri. Fiducia fino al cento per cento al tecnico nonostante brusii di insoddisfazione e il primo posto che è allontanato.
  • Squadra 8.5; Qualche passo falso di troppo nel girone di ritorno ha permesso il raggiungimento del San Tommaso, l’aggancio alla vetta e l’arrivederci alla Serie D, quando meno dalla porta primaria. La squadra di Esposito, però, ha sempre dato rassicurazioni sulla sua salute e la fame di tornare in interregionale. Un ruolino di marcia importante in virtù del tuor de foce di dicembre e gennaio con tutti i recuperi giocati. Il secondo posto è un boccone amaro, ma per la Serie D ancora c’è speranza.

AUDAX CERVINARA

  • Società 5: Joe Ricci fa di tutto per regalare la Serie D alla città caudina, ma questo sogno costa caro all’ex presidente dell’Audax Cervinara che affiancatosi ad altri soci non riesce comunque a sopperire alle difficoltà economiche sopraggiunte nel corso del campionato. Il titolo in mano al Comune che con una società pro tempore traghetta la squadra fino al termine della stagione e al post-season. Una situazione che ha scombussolato la squadra, ma che con il loro addio ha ritrovato la serenità.
  • Squadra 9.5: Un voto per ciò che stato fatto, ma anche per come è stato fatto. Sacrificio, impegno, cuore e grinta per una squadra con un capitano prima leader fuori e poi nello spogliatoio. La squadra di Befi e compagni si è caricata sulle spalle il rancore, la difficoltà e li ha trasformati in coraggio e voglia di riscattarsi. Un finale di stagione che ormai si conosce ed è stato raccontato in tutte le salse. Il Cervinara perde il primato, ma si riprende il miglior posizionamento per la sfida play-off da terza della classe.

BATTIPAGLIESE

  • Società 7.5: La cordata del presidente Mario Pumpo ha fatto l’impossibile la scorsa annata per salvare la squadra e quest’anno per preparare una programmazione atta a riportare in auge la zebra. Ha lottato contro i mulini a vento nel finale di stagione con un’amministrazione che ha lasciato la squadra senza una casa. Dal canto loro, dal punto di vista sportivo, Carmine Guariglia di più non avrebbe potuto fare. La Battipagliese ha cambiato due allenatori, ma l’ha fatto in momenti topici. Le scelte si son rivelate sensate e giuste tant’è che la squadra ha sfiorato per diversi mesi i play-off, fino al crollo nel finale con la questione stadio e il titolo in mano al sindaco.
  • Squadra 6: Indipendentemente da ciò che sarebbe potuto accadere all’indomani della chiusura della stagione, la squadra avrebbe potuto fare sicuramente meglio. Il congedo con il 7-2 in casa della Virtus Avellino è uno schiaffo ai sacrifici fatti dalla società e dai dirigenti per portare in alto questa squadra. Solo per questo il voto dovrebbe essere nettamente inferiore a quello dato, ma a migliorarlo c’è sicuramente l’impegno profuso nella parte iniziale della stagione, con le vittorie arrivate faticando e lavorando. Pietropinto e Fusco hanno dato il loro, ma lo scoramento finale ha rovinato un’intera annata.

CASTEL SAN GIORGIO

  • Società 7.5; Buon mercato, buoni gli interventi di mercato. Altrettanto intelligente la mossa di cambiare allenatore e mettere alla guida della squadra un carismatico Ciro De Cesare che ha portato una ventata di grinta e freschezza in casa rossoblù riuscendo a conquistare piani alti della classifica.
  • Squadra 8: L’arrivo di Ciro De Cesare sulla panchina dei salernitani ha portato una grinta maggiore nel gioco della squadra, tanto da diventare un vero e proprio team temibile anche per le big. Chiude in alte posizioni pur non centrando la griglia play-off. Squadra mai realmente in pericoloso dopo l’arrivo del salernitano ex Agropoli.

COSTA D’AMALFI

  • Società 10: La squadra ha mantenuto sempre un profilo basso, ma certamente non ha fatto mancare la sua presenza dove e quando contava. Mercato impeccabile, tanto da considerare la formazione costiera un rivelazione del campionato. Sal De Riso aveva promesso una crescita con il suo arrivo. Cos√¨ è stato. Il Costa D’Amalfi fa una scelta impeccabile nel contare su Osvaldo Ferullo come condottiero di questa squadra.
  • Squadra 9.5: Un quinto posto conquistato lentamente e con la voglia. Sul campo il Costa D’Amalfi sciolina bel calcio e trova risultati, pur mantenendo viva la possibilità di uscire dalla top five. Un calo fisiologico nel finale, ma che non ha mai messo a repentaglio la possibilità di un buon cammino.

ECLANESE

  • Società 10: Una scelta impeccabile. Il presidente Casale si coltiva la sua Eclanese cercando di puntare ad una crescita graduale. Cos√¨ è. Le scelte fatte dal numero uno, sia in fase di mercato invernale che in mercato estivo ha fatto in modo che la squadra trovasse una sua dimensione, stupendo e stupendosi. La conferma per il terzo anno di Alessio Martino è la testimonianza di una squadra che sta lavorando per essere stabile.
  • Squadra 8: Se si dovesse fare una valutazione per la prestazione in casa e quella fuori, ci sarebbe un abisso. In ogni caso l’Eclanese esce dal campionato con tanti applausi. L’Ambrosino non è mai stato violato in 15 partite giocate, un primato che solo la capolista San Tommaso e l’Audax Cervinara ha mantenuto. In trasferta il tempo ha regalato soddisfazioni e miglioramenti. In ogni caso la formazione irpina si porta a casa record su record.

FAIANO

  • Società 6: La società ha mantenuto una sua politica ben precisa, non venendo mai colta dalla tentativo di ritirarsi prima cambiando le carte in tavola. La scelta di un mix di giovani e di esperienza porta i suoi vantaggi e i suoi svantaggio, ma con Turco alla guida la squadra è stata una sorta di scheggia impazzita dalla quale si è potuto aspettare di tutto.
  • Squadra 6.5: Per l’ulteriore salto manca certamente la vittoria nei play-out. Turco ha tenuto bene la squadra che è riuscita a mantenersi unita e sempre pronta a dare il suo. Squadra che ha tenuto sotto scacco big del girone, fermatesi tra le mura amiche, che sia il Giannattasio o il Comunale di Pontecagnano.

PALMESE

  • Società 5.5: Diciamo che il caos iniziale nella scelta dell’allenatore e i tanti cambi non ha fatto bene alla squadra che ha trovato stabilità solo con l’arrivo d dicembre di Carlo Sanchez che pian piano da dato il suo tratto alla squadra costruendosi nelle seconda parte della stagione la salvezza.
  • Squadra 6: Una squadra ad inizio stagione, un’altra nella seconda parte. Molti calciatori cambiati tra dicembre e gennaio, perdendo forse un po’ di esperienza. Gli addii di Sorriso, Cibele e altri sicuramente hanno favorito gli altri, ma non la Palmese che in ogni caso ha cercato e trovato la conquista della salvezza.

POLISPORTIVA SANTA MARIA

  • Società 9: Conferma di molti big, arrivi importanti, ma dare a Tiboni il carico del reparto offensivo si è alla lunga dimostrato poco furbo. Il calciatore non ha dato quando ci si aspettava, ma ci ha pensato poi la società a ritoccare portando altri elementi importanti, come Margiotta che è ancora letale sotto porta. Ottima la scelta di andare a confermare l’esperto Pirozzi e ancor di più di stringersi attorno a lui quando la vetta era sparita e anche i play-off.
  • Squadra 8: Per la qualità forse ci si aspettava qualcosina in più. Il quarto posto fa storcere il muso, ma il cammino della neopromossa è certamente da lodare anche perchè nel finale ha avuto la forza d’animo di ributtarsi nella lotta promozione con prepotenza. Ci hanno creduto fino all’ultimo e questo ovviamente è gran merito di chi non ha permesso una delusione tale da mandare tutto alle ortiche.

SAN TOMMASO

  • Società 10: Le mosse son state chiare sin da subito. Marco Cucciniello e i suoi dirigenti hanno mirato alla crescita e ad impressionare. Cos√¨ è stato grazie alla presenza di Ciccio Messina in panchina, ma anche per gli acquisti fatti. Le mosse di dicembre sono stati un chiaro messaggio, quando tutto sembrava indirizzato ad una lotta a due tra Audax e Agropoli. Innesti di spessore con l’arrivo di Carotenuto e non solo.
  • Squadra 10: Il San Tommaso conquista una vittoria importante, ad una giornata dal termine, affrontando un finale di stagione da incubo, con gli scontri diretti che avrebbero potuto rovinare tutto. La forza della squadra è stata palese subito, ma soprattutto quando è riuscita ad approfittare degli sbandamenti di Audax e Agropoli rimettendo tutto in discussione.

SAN VITO POSITANO

  • Società 4: Lottare per ottenere un ripescaggio implica aver la voglia di lottare e riscattarsi dopo una stagione negativa. Il San Vito Positano è riuscito suo malgrado a far peggio della scorsa annata mantenendosi sempre nei piani bassi della classifica. Certo ha semplificato la classifica corta sulla quale ora ha potuto contare per i play-out.  I cambi tecnici non hanno portato a una rivoluzione, il che dovrebbe far pensare in particolare sulla gestione Macera, reduce da una stagione da incorniciare con la Scafatese.
  • Squadra 4: Una rosa per nulla inferiore alle altre delle stesse posizioni in classifica, ma che mai è riuscita a darsi una scossa nonostante personalità importanti presenti in questa squadra. Solo nel finale uno scossone per evitare gli spareggi o la retrocessione diretta, troppo poco.

SANT’AGNELLO

  • Società 7: Il ripescaggio può essere considerato un’occasione per riscattare un campionato deludente. Brava la dirigenza dei costieri a utilizzarla nel miglior modo possibile. Una rivelazione vera propria. Un mercato non roboante, un lavoro senza proclami, a luci spente, ma che ha permesso di mantenersi in posizioni medio alte senza mai mettersi a rischio.
  • Squadra 7: La squadra ha tenuto bene la stagione, mantenendosi tra il sesto e il settimo posto fino alla conquista matematica della salvezza. Nel finale mancanza di stimoli che ha portato a una implosione e tante sconfitte, ma mai tanto da mettersi a rischio play-out.

SCAFATESE

  • Società: 6; Forse aspettare troppo per decidere di andare a costruire la squadra è costata troppo a patron Cesarano. Il fattore campo e la sua indisponibilità ha complicato il ritorno della signora del calcio campano in Eccellenza, che ha faticato come non mai. A dicembre il presidente si supera e porta in gialloblù calciatori che hanno veramente contribuito ai 34 punti. Forse pochi per la qualità, ma sono i refusi del ritardo iniziale. Le scelte di cambiare tecnici in due occasioni si sono rivelate ottimali per l’economia della stagione.
  • Squadra 6: Gli ultimi incontri negativi portano un peso troppo pesante. Una vittoria nell’ultima giornata avrebbe salvato la squadra senza passare dagli spareggi. La Scafatese non ce l’ha fatta, ma a pesare non sono gli insuccessi finali, quanto quelli iniziali. Anche in questo caso, come per la Palmese si potrebbe parlare di una squadra totalmente diversa ed è a questa seconda che bisogna dare il maggior risalto perchè con Sparano, Rinaldi, Roghi e Siciliano, tra gli altri, oltre che al piccolo Menzione, si può ancora parlare di una speranza per restare. Ultima traversata per migliorare il voto finale.

SOLOFRA

  • Società 3: Il cambio tecnico ha dato il suo flusso solo per poche giornate. La società sbaglia tutto e non riesce a dare un’impronta come nelle passate stagioni. Non certamente si partiva per vincere o arrivare ai play-off, ma il Solofra non è mai stato in condizione di ambire ad un cammino tranquillo.
  • Squadra 3: Deludente cammino per gli irpini, che comunque sono andati con il passare delle giornate a peggiorare. Pochi sprazzi di buoni risultati, un peggioramento fino all’arrivo alla retrocessione diretta.

VALDIANO

  • Società 4: Troppo caos tra cambi allenatori, mercato e quant’altro. Le mosse non hanno dato il loro frutto. Tanti i cambi, troppo tardi o troppo presto. A dicembre un esodo, ma il Valdiano paga l’inesperienza della dirigenza che rischia davvero di lasciare la categoria.
  • Squadra 4: Nonostante le responsabilità della società che non ha regalato stabilità e serenità alla rosa, le squadra ha le sue colpe. Molti, troppi punti lasciati per strada per una squadra che annoverava un Coquin a caso nel reparto offensivo. Il congedo pubblicato pochi giorni fa proprio dall’attaccante non fa altro che confermare quanto scritto.

VIRTUS AVELLINO

  • Società 6: Buon mercato, molto interessante e certamente di livello, ma il cambio tecnico con l’arrivederci di Rino Criscitiello si è rivelato troppo affrettato. Il suo ritorno con il tempo ha portato stabilità e maggiore concretezza di risultati riuscendo a venir fuori da una situazione complicata.
  • Squadra 6: Una squadra che avrebbe potuto dare qualcosa in più, Viscido, Alleruzzo, D’Andrea e non solo sono elementi di spessore che hanno dato, l’ultimo fino a dicembre, il loro contributo, ma forse la scelta di interrompere il rapporto con Criscitiello nella prima parte di stagione ha influito. Con dicembre e i nuovi innesti e soprattutto il ritorno del tecnico la squadra è migliorata. Classica valutazione scolastica: è forte ma non si applica.

Cristina Mariano