“Dietro le quinte” dell’Afragolese, Vincenzo Improta:un decennio al servizio dei numeri 1

C’è tanto altro dietro il campionato dell’Afragolese che ad oggi conta ben 50 punti e un solo punto dalla prima posizione occupata dalla Puteolana: c’è preparazione, abnegazione e soprattutto attenzione per i dettagli e i soli 14 gol subiti dal trio Pragliola-Caputo-Schiano fin qui in campionato menzionano il grande lavoro dello staff di Giovanni Masecchia.

Artefice delle parate salva-risultato, delle tante reti inviolate e del cammino eccellente degli afragolese è di sicuro Vincenzo Improta, preparatore dei portieri nonchè componente di grande esperienza al servizio dei custodi della porta rossobl√∫.

Ne abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere proprio con Vincenzo Improta: collaboratore con la scuola calcio “Pasquale Foggia” (oggi ds al Benevento calcio, ndr) e che dallo scorso giugno, dopo le esperienze con Villa Literno, Puteolana, Real Albanova e tante altre società,è entrato a far parte dello staff di Giovanni Masecchia. Abbiamo parlato di tante tematiche: dal “nuovo ruolo” dei portieri, della scuola italiana e di tanto altro ancora, iniziando cos√≠: “Se ci pensiamo, e volendo fare due esempi su tutti, da noi sono arrivati e ancora arrivano i vari Alisson, Szczƒôsny. Dei veri talenti, con l’unica pecca di non avere la tecnica. Vengono nella scuola italiana e diventano Portieri. Nel mondo i portieri italiani saranno sempre i migliori, è una questione di scuola, di tecnica italiana”.

Col cd. “calcio moderno” negli ultimi anni è cambiato,e non poco,il ruolo del portiere:”Oggi è veramente cambiato tutto. Se penso a quando giocavo io che non c’era lo staff e il mister al termine dell’allenamento ci calciava per 30 minuti penso e dico che è in atto una grande evoluzione,eccome se c’è. Ultimamente la figura portiere ha subito un vero e proprio aggiornamento, tende sempre pi√∫ a partecipare alla costruzione del gioco ,al fraseggio e quant’altro. Io però sono sempre dalla parte della tecnica: il portiere prima di tutto deve saper parare e poi,se è bravo anche con i piedi è un vantaggio per lui,certo. √à ovvio che se accanto alla tecnica podalica vi è una buona tecnica tra i pali allora si può cominciare a parlare di professionismo. Il portiere deve saper parare e va bene la tecnica con i piedi, ma prima di tutto deve saper parare”.

In realtà una parata in una partita,anche la pi√∫ semplice,al pubblico può sembrare scontata,ma c’è sempre un lavoro settimanale dietro: “Anche dietro una semplice presa c’è un lavoro mirato. Ad Afragola quando non abbiamo la Coppa e c’è gara ogni sette giorni ci alleniamo cinque volte. Provo a riassumere gli allenamenti di una settimana tipo: marted√¨ facciamo seduta aerobica, mercoled√¨ forza, giovedi situazionale e palle alte, venerd√¨ velocit√°, sabato tempo di reazione. Proviamo e ci esercitiamo su tutto,sempre con l’obiettivo di azzerare il pi√∫ possibile gli errori della domenica”.

Oggi le societ√° tendono sempre pi√∫ ad impiegare portieri under:”Le societ√° dilettanti tendono sempre ad impiegare gli under e questo chiaramente va a discapito dei fuori quota perchè se un portiere è forte,lo è a 19 o 22 anni che siano. √à la regola degli under: da un lato si penalizzano i fuori quota, dall’altro si cerca di valorizzare, di lanciare i giovani”.

Ritornando all’Afragolese. Lei deve molto al direttore sportivo Gaetano Romano: “Fortunatamente ho l’occasione di lavorare in una grande società, con uno staff professionistico e con grandi uomini come Giovanni Masecchia, Sasà D’Angelo, Bianco, Vigorito. In settimana ci riuniamo sempre, ci confrontiamo e attenzione,questo non accade dappertutto. Siamo un grande gruppo. Poi l’Afragolese ha una società e un presidente,Raffaele Niutta, di un’altra categoria. E Gaetano Romano si, gli sono veramente legato perchè nonostante venissi da un brutto incidente mi ha chiamato e ha creduto in me”.

Con Pragliola, Caputo, Schiano e da ultimo Esposito avete un parco portieri veramente importante, non a caso avete preso solo 14 reti in campionato: “Ognuno di loro ha una peculiarità. Il pi√∫ istintivo di tutti è Pragliola, Caputo è forte tecnicamente nonchè dotato di ottima struttura fisica(chiamato dalla rappresentativa under 19,ndr) ,poi c’è Schiano che giova di grande tranquillit√° tra i pali ed è fortissimo nell’attacco spazio-tempo, e in ultimo Mauro Esposito che pure è forte tecnicamente, ma non solo. Sono tre portieri forti e non a caso hanno avuto fin qui le stesse chance. Esposito è un ragazzo giovane,deve lavorare,crescere e avrà pure lui le sue chance. Per ora sta giocando nella juniores e stiamo lavorando per colmare le lacune. Masecchia non si far√° problemi a schierarlo quando sarà pronto. Penso che Caputo, Pragliola ma anche lo stesso Esposito hanno ottime prospettive di professionismo. Se mi sento responsabile in caso di loro errori? Oggi se il portiere fa una bella parata è lui ad essere un mostro,se sbaglia è colpa del preparatore ma,detto questo,se il mio portiere compie un errore in gara io in settimana cerco di lavorarci subito sopra. Credo che nel calcio,come nella vita,ci voglia equilibrio; un portiere può fare un errore, il nostro lavoro è lavorare sulle mancanze durante la settimana e minimizzare la lacune il pi√∫ possibile. Gli errori tecnici ci stanno, quelli di distrazione si accettano pi√∫ difficilmente, ma purtroppo esistono anche loro. Pensiamo che un portiere vive la partita sotto stress per 95 minuti e non può mai abbassare la guardia. Il portiere deve essere sotto stress tutta la gara, è giusto che sia cos√≠ ed sono io in prima persona, durante la settimana, a metterli sotto pressione continuamente simulando con una buona dose di stress ogni singola fattispecie di una gara, ogni pericolo”.

In ultimo, sul duello con la Puteolana: “La favorita oggi come oggi è la Puteolana, sta ad un punto in pi√∫ ed è giusto sia la favorita. I granata hanno pareggiato in casa nostra, ha il vento in poppa. Noi stiamo l√≠ e ce la giocheremo fino alla fine,ovviamente siamo partiti per vincere e spero che alla fine li supereremo e vinceremo il campionato”.