Dal “Caduti di Brema” al “Dietro la Vigna”: due stadi, un’unica emergenza

Stadi negati: Il Punto di Svolta e Marianella tra abbandono e porte chiuse. Due comunità in ostaggio: l’emergenza impianti nel calcio napoletano

A Napoli il pallone continua a rotolare, ma troppo spesso lo fa lontano dalle proprie case. Due storie diverse, ma accomunate dallo stesso paradosso: società ambiziose, risultati importanti sul campo e impianti sportivi negati o abbandonati. È il caso de Il Punto di Svolta e del Marianella, entrambe protagoniste nel girone B di Promozione Campania, entrambe costrette a fare i conti con stadi che non riescono a vivere.

A Barra, lo stadio “Caduti di Brema” è chiuso da oltre due anni. Il Punto di Svolta, attualmente seconda in classifica e in corsa anche in Coppa, continua a giocare a porte chiuse, in un clima surreale che penalizza squadra, società e tifosi. Il presidente Antonio Scala ha alzato la voce con un appello netto alle istituzioni: “Siamo arrivati al 19 gennaio e non c’è ancora traccia di una riapertura. La situazione peggiora: oggi addirittura i genitori dei bambini della nostra scuola calcio non possono entrare per assistere agli allenamenti. Da sei anni provo a portare questo territorio nel calcio che conta senza fermarmi davanti a nulla. A breve giocheremo una semifinale di Coppa e siamo secondi in campionato, spendendo tanti soldi, ma senza lo stadio aperto e senza i nostri tifosi tutti questi sacrifici rischiano di essere vani.” Parole che fotografano una frustrazione crescente e un senso di abbandono istituzionale difficile da ignorare.

Stadio “Caduti di Brema” quando era aperto ai tifosi

Ancora più drammatica è la situazione del quartiere Marianella, dove lo stadio “Dietro la Vigna” è ormai da anni totalmente abbandonato. Quello che un tempo era un punto di riferimento sociale e sportivo, capace di ospitare realtà storiche come CTL Campania e Miano, oggi è un impianto fantasma, invaso dalla vegetazione e dimenticato. Il Marianella, capolista del girone, è costretto a disputare le proprie gare al “Landieri” di Scampia: vicino geograficamente, ma lontano dal senso di appartenenza che solo la propria casa può dare.

Il presidente dei biancazzurri, Salvatore D’Andrea, ha lanciato un appello accorato e diretto: “Questo è lo stato attuale del campo sportivo di Marianella ‘Dietro la Vigna’: abbandonato, senza che nessuno se ne interessi. Chi vuole può affiancarsi a noi e lottare insieme, perché ovunque esistono strutture sportive tranne che a Marianella. È un quartiere dove ci sono solo difficoltà e problemi. Chi dice di fare gli interessi del territorio non va ascoltato, perché sono anni che prendono in giro la gente: è ora che il popolo si svegli. Meno egoismo, più appartenenza.”

Le condizioni attuali dello stadio “Dietro la Vigna”

Due impianti, due quartieri, la stessa richiesta: rispetto e attenzione per lo sport di base e per chi lo porta avanti con passione e sacrificio. Ora la palla passa alle istituzioni, chiamate a dare risposte concrete. Perché il calcio, soprattutto a Napoli, non è solo un gioco: è identità, aggregazione e futuro per intere comunità.