Confederations Cup. Italia-Brasile: Balotelli sfida Neymar

L’atmosfera in Brasile non e’ delle migliori, fra gente in strada che protesta, la presidente Dilma Rousseff costretta ad appelli e voci (smentite dalla Fifa) di una Confederations pronta a saltare se non verra’ garantita la sicurezza di giocatori e delegazioni. Ma si gioca. E stasera c’e’ “la” partita perche’ all’Arena Fonte Nova si affrontano Brasile e Italia, nove titoli mondiali in campo e una sfida che mette in palio il primo posto nel girone e una semifinale piu’ “abbordabile”. Cesare Prandelli, pur riconoscendo una certa preoccupazione per la situazione nel Paese (“nessun giocatore ha chiesto di andare via ma balza agli occhi che si e’ partiti da 15-30mila persone e si e’ arrivati a un milione e mezzo”), chiede concentrazione sulla partita contro i verdeoro.
“Cercare giocatori freschi e’ l’aspetto piu’ importante, la differenza non la fanno i gesti tecnici ma la condizione fisica – ha messo in evidenza alla vigilia – Dobbiamo cercare di limitare gli spazi, avere la personalita’ e il coraggio di cercare di mettere in difficolta’ il Brasile. Mi aspetto il coraggio, non voglio pensare di fare 90′ nella nostra meta’ campo a difenderci, dobbiamo avere coraggio, abbiamo dimostrato anche a Ginevra di poter mettere in difficolta’ il Brasile”.
Obbligato al turnover per le assenze di Pirlo e De Rossi e gli acciacchi di Maggio e Barzagli, Prandelli varera’ un 4-2-3-1 con Bonucci al centro della difesa con Chiellini e Abate e De Sciglio a presidiare le fasce. In mezzo Montolivo e Aquilani, con Marchisio, Diamanti e Candreva ad agire alle spalle di Balotelli. Turnover anche nel Brasile, con il laziale Hernanes al posto di Paulinho. “Noi siamo il Brasile, noi giochiamo sempre per vincere – ci ha tenuto a sottolineare Scolari – Balotelli? E’ molto forte, mi ricorda un po’ Serginho (centravanti del Brasile nel 1982 ndr), e’ un giocatore che starebbe benissimo nel Brasile e che mi piacerebbe molto allenare”. SCOLARI “SIAMO IL BRASILE E GIOCHIAMO PER VINCERE” Felipe Scolari e’ un fiume in piena: 40 minuti di applausi, risate e quanto altro. La gara contro l’Italia sembra preoccuparlo, ma non piu’ di tanto, visto che si parla spesso di Brasile, ma poco di Italia. Prima della conferenza stampa Felipao chiede un applauso per Parreira, perche’ esattamente 43 anni fa il Brasile si laureava campione del mondo proprio contro l’Italia e Parreira era il preparatore atletico del Brasile di Zagallo. “Noi siamo il Brasile, noi giochiamo sempre per vincere”, ha tenuto a sottolineare”. E poi: “Non so ancora che formazione schierero’. Lo decidero’ con i miei ragazzi. Non ho ancora deciso se schierero’ Daniel Alves e Thiago Silva visto che sono diffidati. So che loro vogliono giocare, ma vedremo”. “Intanto – prosegue – giochera’ Hernanes al posto di Paulinho. Ha caratteristiche diverse, ma sono sicuro che lo sostituira’ al meglio. Anche noi abbiamo giocatori stanchi.
Oscar, per esempio, ha giocato oltre 70 gare, ma in questo periodo, abbiamo lavorato bene, mangiato bene e riposato e credo che questo ci abbia aiutato. Anche la squadra italiana cambiera’ tre o quattro pedine rispetto alle scorse gare.
Sicuramente, in queste cinque partite voglio vedere all’opera un po’ tutti in vista anche del Mondiale”. “Quando diventi allenatore del Brasile lo diventi per la storia, ma sai che devi vincere – continua Scolari – qui l’atmosfera e’ fantastica. Quando la gente canta l’inno e’ incredibile. Siamo un Paese che in questo momento ha dei problemi, ma siamo tutti orgogliosi di essere brasiliani”. Il tecnico verdeoro non vuole parlare degli scontri di questi giorni, ma poi ammette: “Noi tutti vogliamo un Brasile piu’ giusto. Non dobbiamo dire che chi ha manifestato ha sbagliato, dobbiamo analizzare la situazione, ma ognuno deve fare il suo lavoro”. “Io non potrei sopportare che qualcuno mi dica chi devo far giocare e chi no. Cosi’ noi dobbiamo pensare a fare i giocatori e non alla politica. Io spero anche che chi viene dall’estero capisca che il Brasile non e’ cosi'”. Il tecnico analizza anche il momento dell’Italia: “Ha giocatori che sanno giocare la palla e quindi ora e’ giusto che giochino in questo modo. Noi abbiamo sempre giocato cosi’ perche’ la tecnica ha sempre fatto parte del nostro Dna. Noi non abbiamo questa cultura difensiva, se la troviamo diventiamo una squadra piu’ equilibrata”. Su Balotelli il tecnico brasiliano dice: “E’ molto forte, mi ricorda un po’ Serginho (centravanti del Brasile nel 1982 ndr) anche se lui si allargava sempre sulla sinistra, mentre Balotelli va spesso a destra, comunque e’ un giocatore che starebbe benissimo nel Brasile e che mi piacerebbe molto allenare”. Il ct rivela anche di essere stato vicino alla panchina dell’Italia. “Dopo il Mondiale del 2002 venni in Italia per parlare con la Federazione, ma alcuni di loro mi volevano, altri dicevano che non potevano puntare su un allenatore straniero. Allora io dopo tre giorni me ne andai e firmai con il Portogallo ed e’ stata un’esperienza bellissima”.
“Spero di creare un gruppo come quello del 2002. Li’ prima del Mondiale la squadra fu massacrata e alla fine vincemmo anche perche’ avevamo creato un gruppo compatto – conclude – Ora spero che la squadra si compatti e che si possa festeggiare ancora”. In caso di vittoria contro l’Italia Scolari eguagliera’ il record di Dunga che ha vinto dieci partite consecutive in competizioni ufficiali. “Non sapevo neanche di questo record, me lo dite voi, se lo raggiungero’ saro’ contento”. (AGI) .

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